Gli atleti torinesi che parteciperanno alle Olimpiadi
Malusà con il boardercross realizza il sogno di bambino
7/2/2006
Simone Malusà, detto «Mauser », sognava le Olimpiadi fin da piccolo. E quando, qualche anno fa, gli era anche venuta la tentazione di smettere con il boardercross, si è fatto «facilmente » convincere ad andare avanti dalla prospettiva di poter gareggiare alle Olimpiadi in casa propria.
Simone Malusà, a sinistra, e Lukas Gruener, a destra
Ha però dovuto aspettare che la Federazione Internazionale desse il via libera alla sua specialità, ammessa per la prima volta ai Giochi. Il boardercross è una specialità dello snowboard, in cui gli atleti gareggiano quattro alla volta su un unico percorso da completare nel minor tempo possibile.
Dalle batterie di qualificazione fino alla finale, c’è sempre competizione: le cadute sono frequenti, il contatto fisico anche. «Sangue freddo e intelligenza tattica, ecco cosa serve», dice lui, classe 1974, nato ad Ivrea ma residente a La Salle, in Valle d’Aosta.
Sposato, ha cominciato tardi con il cross ma si è appassionato in fretta: nel 2004 si è piazzato secondo in Coppa del Mondo, dopo di che ha concentrato tutte le sue energie sull’appuntamento olimpico. E’ salito sul podio di Coppa quattro volte, vincendo la tappa di Arosa, giungendo secondo a Whistler e San Candido, poi piazzandosi terzo a Valle Nevado.
La sua filosofia è semplice semplice: «A volte penso che lo snowboard sia solo divertimento e che la competizione non sia importante, ma ogni tanto bisogna pur vincere».