Azzurri tra i favoriti, ma il pericolo arriva dall'Asia
7/2/2006
TORINO. Lo short track è uno sport di velocità e di grande impatto visivo: gli atleti, muniti di caschi, guanti e ginocchiere pattinano su una pista ovale, assumendo una posizione inclinata con la mano sinistra che in curva tocca terra. Non c'è sport del ghiaccio che regalato all'Italia un numero maggiore di
La squadra italiana di Short Track durante un allenamento
medaglie olimpiche.
I primi italiani a vincere la medaglia d'oro in una competizione di short track sono stati gli uomini della staffetta 5.000 m (Hugo Herrnhof, Orazio Fagone, Mirko Vuillermin e Maurizio Carnino) a Lillehammer nel 1994.
A Salt Lake City nel 2002 la squadra italiana (questa volta formata da Maurizio Carnino, Fabio Carta, Nicola Franceschina, Nicola Rodigari e Michele Antonioli) ha confermato la sua forza vincendo la medaglia d'argento.
Oggi gli azzurri possono contare anche su molte individualità di pregio come Fabio Carta, Nicola Rodrigari, Marta Capurso e la 15enne Arianna Fontana, che dopo gli Europei del mese scorso collocano l'Italia tra le favorite.
I risultati migliori si attendono dalle staffette (soprattutto la femminile). Vincere però non sarà facile, perché in chiave internazionale , specie Paesi come Corea del Sud, Cina e Giappone, gli atleti hanno ormai raggiunto livelli altissimi.
Nel circuito femminile, ad esempio, è la cinese Yang Yang, 30 anni, ad essere la favorita d'obbligo. Insieme a lei c'è la connazionale Meng Wang (500), e la coreana Sun-Yu Jin (1.000 e 1.5000). Nel maschile Apolo Anton Ohno è l'atleta numero uno dello short track stelle e strisce e può puntare alla doppietta 1.000-1.500. Il suo principale avversario saranno i coreani Hyun-Soo Ahn e Ho-Suk Lee.