Gli atleti torinesi che parteciperanno alle Olimpiadi
Carta punta al podio dei 1500 La Capurso teme le orientali
7/2/2006
Sulla carta è il nostro uomo in zona medaglia. Di fatto Fabio Carta, 28 anni, nato a Rivalta, è il più rappresentativo degli atleti torinesi ai Giochi subalpini.
Marta Capurso, speranza azzurra
Il suo curriculum è chiarificatore per chi ancora in città non sapesse chi è e cos’è lo short track, la sua disciplina: pluricampione europeo, argento mondiale nei 500, bronzo iridato assoluto, e vicecampione olimpico in staffetta.
A Salt Lake City oltre ai sorrisi per il secondo posto con i compagni di team ebbe pure di che rosicare amaro, quarto nei 1500, la sua lunghezza prediletta.
«Adesso il mio obiettivo è salire sul podio in quella distanza - racconta -, il fresco titolo di campione continentale mi rassicura ancora di più, ma nel mio sport basta un nonnulla, un millimetro di ghiaccio sporco e si vola a gambe all’aria vanificando ogni sogno di gloria.
Mi sento forte, dopo dieci anni di allenamenti e gare in giro per il mondo so che questa è la mia ultima grande occasione.
Il pubblico di Torino mi vuole bene, me lo ha già dimostrato l’anno scorso agli Europei del Palavela, non temo attimi di smarrimento, ho solo paura della sfortuna».
Fabio, che proviene da una famiglia di pattinatori agonisti (mamma e papà primi allenatori, fratello, ex azzurro di pattinaggio velocità), non ha solo obiettivi individuali: «Rodigari e Franceschina (i suoi compagni in nazionale, ndr) sono al top delle classifiche internazionali e l’emozione di una medaglia con la squadra è bella quanto un podio individuale».
L’astro luminoso di Carta non oscura la figura di Marta Capurso, 25 anni torinese doc, residente nel quartiere di Madonna di Campagna.
Ha volontà e coraggio, qualità che cercheranno di rimediare all’innegabile gap con le cinesi e le coreane. Non s’illude ma non rinuncia a guardare con fiducia al domani: «Torino è la mia città, i Giochi sono la felicità. Niente è scontato, io getterò il cuore e l’anima oltre i pattini». Sicuro.