Giorgio conquista la medaglia d'oro nella 50 km di sci di fondo
26/2/2006
PRAGELATO. Giorgio Di Centa ha vinto la medaglia d'oro nella 50 Km uomini di tecnica libera, penultima gara dei giochi di Torino 2006.
Giorgio Di Centa
Argento al russo Dementiev e bronzo all'austriaco Botwinov.
Quinto Pietro Piller Cottrer. «Ora posso smettere...».
Giorgio Di Centa festeggia con moglie e figlie: «È successa una cosa che non avrei mai sperato: vincere l'oro olimpico nella 50 km e in casa... Non ero favorito, ma oggi sono stato perfetto. Ho risparmiato energie soprattutto in discesa, preziose per la volata e ho ragionato. Non mi rendo ancora conto di quello che ho fatto...».
Il trionfo è arrivato grazie ad una condotta accorta e ad una volata irresistibile. «Nel finale -racconta Di Centa- sono andato via, cercavo di sentire il rumore degli sci degli avversari: non sentivo niente, evidentemente ero solo. Siamo arrivati tutti insieme al rush finale, per questo la mia impresa è ancor più incredibile.
In genere preferisco gare in cui c'è selezione: qui, invece, non si è staccato nessuno... Tutti hanno sempre creduto in me, ringrazio la squadra e i tecnici che hanno avuto fiducia nei miei confronti. Non so cosa significhi questa vittoria, non me ne rendo conto...».
«Nel finale -racconta Di Centa- sono andato via, cercavo di sentire il rumore degli sci degli avversari: non sentivo niente, evidentemente ero solo. Siamo arrivati tutti insieme al rush finale, per questo la mia impresa è ancor più incredibile. In genere preferisco gare in cui c'è selezione: qui, invece, non si è staccato nessuno... Tutti hanno sempre creduto in me, ringrazio la squadra e i tecnici che hanno avuto fiducia nei miei confronti. Non so cosa significhi questa vittoria, non me ne rendo conto...».
Oro a Giorgio Di Centa, vince l' Italia. Mentre l'azzurro taglia il traguardo Valbusa è in pista, fermo sul colle di fronte, in compagnia dello skiman Semenzato, a godersi la vittoria dell' amico. Si ferma per non perdere l'impresa storica. È la giornata dell'Italia.
Manca solo la medaglia sperata da Pietro Piller Cottrer ma sono gli azzurri a scandire il ritmo nella 50Km. Il quartetto italiano è sempre nelle posizioni di testa. Solo nei tratti in falsopiano Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer, Fulvio Valbusa e Fabio Santus si rilassano. Ma non ci sono pericoli. Troppo rischioso tentare la fuga.
Ci prova il romeno Zsolt Antal, per alcuni istanti di gloria. Sulle salite gli azzurri si riportano sempre davanti, a controllare. La gara si anima nel finale. Prova lo svedese Soedergren. Anche Pietro Piller Cottrer tenta l'azione di forza. Dura poco. L'azione che anima definitivamente il gruppo è del ceko Magal. Lo seguono Di Centa e il francese Vittoz.
Sembra finita ma l'atleta dell'Est riparte sotto la chiesetta di Plan e si forma un gruppetto di cinque con Piller e Di Centa. Ancora gruppo compatto. L'ultima scrollata è sulla salita del Lupo. Parte il ceko con Vittoz, Piller e Di Centa. Sulla discesa finale guida Vittoz, Di Centa supera in velocità Fredrikkson, che tenta una nuova scorrettezza.
Come con Zorzi. Stavolta la stoccata vincente è dell'azzurro. È la premessa all'impresa. All'imbocco del rettilineo d'arrivo Di Centa passa Vittoz in piena velocità, di forza. Lo segue Piller lanciato verso l'argento. Negli ultimi duecento Di Centa resiste, ma Caterpiller è saltato dal russo Demientev e dall' ex sovietico Mikhail Botvinov, che dal '99 è diventato austriaco.
I due si giocano l'argento al fotofinish mentre anche il francese Jonnier riesce a spuntarla su Piller, quinto. Fabio Santus è 19/o. Chiude Valbusa, trentesimo con le mani al cielo. Ha vinto l' Italia. «Finalmente è successo - commenta il nuovo campione olimpico della 50Km - sapevo che prima o poi doveva succedere qualcosa. Vincere l'oro è indescrivibile».
Racconta gli ultimi trecento metri. «Sono arrivato nello stadio in velocità - dice Giorgio Di Centa -. Il rettilineo è lunghissimo ed ho iniziato ad affrontarlo a passo doppio per mantenere la velocità. Sciavo e ascoltavo cosa avveniva alla mie spalle. Di solito sento sempre arrivare qualcuno. Il rumore degli sci sulla neve si percepisce anche nel boato. Stavolta nulla. Non ci credevo, non ci volevo credere. Solo dopo il traguardo ho capito quale incredibile impresa ho fatto. È stata una vittoria colta con il cuore e con la testa. Devo ringraziare i miei tecnici che hanno sempre creduto in me».
È sommerso dall' abbraccio della sua famiglia. Papa Gaetano, il condottiero di una normale famiglia di montagna, ma dai valori incrollabili, è di poche parole. Pesano come le montagne. «Ci voleva. Giorgio ha tentato tante volte. Finalmente questo oro è arrivato. Se lo è proprio meritato». Il grande deluso è Pietro Piller Cottrer. «Mi spiace finire un' Olimpiade grandiosa con amarezza - commenta -, sono deluso e non poteva essere diversamente. Potenzialemnte ero in grado di salire sul podio come i miei compagni. Alla fine non c'e l'ho fatta a rimanere sulle code di Giorgio e mi hanno infilato quei due cagnacci di Demientev e Botvinov. È stata una gara tattica, a cronometro il risultato sarebbe stato diverso».
Parla del suo tentativo d'attacco. «Ho avuto poca collaborazione - dice - speravo che tre-quattro mi venissero dietro e invece l' ha fatto solo il ceko Magal. Nel finale ero un pò lento. Ho avuto problemi con gli sci, gli stessi della staffetta». Valbusa rincara la dose sui due atleti dell' Est. «È gente che non ci piace. Hanno una carriera sportiva piena di ombre». La gara. «Al 30/o chilometro ho chiesto a Giorgio se voleva che aumentassi il ritmo. Ma mi ha detto di rimanere tranquillo. Andava tutto bene». Anche Fabio Santus ha tentato il colpo. «Una grande giornata - dicce -. Negli ultimi 5 km ero dietro a Botvinov. Nel finale ho provato a portarmi ancora avanti, ma mi sono un pò mancate le gambe».