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Torino 2006
 SCI DI FONDO

QUARTO POSTO AMARO PER L'AZZURRO CHE CONTESTA L'ESITO FINALE

Zorro infilzato

Rallentato da un colpo proibito Zorzi non riesce a lanciare la volata

23/2/2006
Stefano Mancini



PRAGELATO. Hanno infilzato Zorro. In pieno petto. «Guardate qui che buco mi ha fatto Fredriksson. Voglio vedere se i giudici hanno il coraggio di non squalificarlo». L'hanno avuto. Cristian «Zorro» Zorzi si lecchi la ferita e si tenga il quarto posto. Medaglia di legno, nel gergo sportivo. La beffa è doppia: sarebbe stato il decimo podio italiano e il centesimo della storia azzurra ai Giochi
Cristian Zorzi
Cristian Zorzi
invernali. Zorzi sarebbe diventato eroe nazionale o quasi. «Davvero? Non lo sapevo e non me ne frega niente. Io corro per me stesso o per la nostra staffetta, non per le statistiche ». Riavvolgiamo il nastro.

L'Italfondo si presenta ai nastri di partenza della gara sprint con quattro atleti. Nei quarti esce Renato Pasini. La semifinale è amara per Loris Frasnelli, che rompe il bastoncino al cancelletto di partenza. In una gara di 1200 metri, con medie di 30 km/h, di solito in questi casi non c'è più nulla da fare. Frasnelli rimedia un bastoncino di riserva. Glielo passa al volo Thomas Alsgaard, ex campione del fondo norvegese (oggi tecnico della sua nazionale), fino al 2003 unodegli sprinter più temuti da Zorzi. Un gesto di fair play che appartiene a questo sport: Alsgaard era la persona più vicina in grado di prestare aiuto. Il fondista azzurro parte all'inseguimento e riaggancia i quattro in fuga (tra loro Zorro).

"Zorro" mostra il livido
al costato provacatogli
da Fredriksson
Al traguardo è terzo a 7 decimi dal compagno e a 9 dallo svedese Fredriksson: disputerà la finale di consolazione e sarà 6° nella graduatoria finale alle spalle di Freddy Schwienbacher. La finale vera è pane per Zorro, che sembra in forma medaglia fino alla curva che immette nello stadio di Pragelato. Lì accade il fattaccio: Fredriksson taglia la strada all'azzurro e gli pianta un bastoncino nello sterno. Zorzi tenta di strapparglielo, ma perde il guizzo per la volata. Vince Lind (Svezia) davanti a Darragon (Francia). A Fredriksson, svedese pure lui il bronzo dello scandalo.

Furia Zorzi: «Vogliono le prove? Eccole» e abbassa la cerniera della tuta per mostrare al mondo il petto ferito. Il ct Albarello cerca di calmarlo: «Lui è stato scorretto,ma tu eri dietro. Non c'è niente da fare». «Questo non lo autorizza a infilzarmi e a cercare di buttarmi nel fiume. Lo ha fatto apposta. Sono disposto a pagare io la penale per il ricorso». Visionato il film della gara, i giudici sconsigliano vivamente ai dirigenti azzurri di opporsi al verdetto della pista. Albarello torna da Zorzi e - per amor di quieto vivere - gli parla di ricorso respinto. La palla passa alla Fisi. «Siamo dell'idea di lasciar perdere - spiega il presidente Gaetano Coppi -.

Ho rivisto le immagini e purtroppo le speranze sono poche. Sarebbe spiacevole che la nostra istanza venisse respinta». Coppi ha parlato anche con Gianfranco Casper, numero 1 della federazione internazionale, che gli ha confidato il suo scetticismo. L'Italia ha comunque tempo fino a questa mattina per cambiare idea. Trattandosi di Giochi olimpici, il Coni potrebbe intervenire ma, date le premesse, è molto difficile. Fredriksson si professa innocente: «Ho sentito che qualcuno mi tirava il bastoncino. Non mi sono voltato e non ho capito che è successo. Dovrei rivedere la gara per esprimere ungiudizio».

Zorro insiste: «Servono regole chiare. Qui invece c'è sempre un “ma” di troppo. Hai ragione “ma” il ricorso te lo bocciano. E' tutto l'anno che subisco scorrettezze, finirò per diventare cattivo anch'io». Alla vigilia aveva detto: «Pazienza se perdo, l'importante è che sia una gara leale». Non è andata così. La sua Olimpiade è finita. «L'oro in staffetta è stata la mia rivincita, mentre sapevo che la gara sprint sarebbe stata una lotteria. Adesso vado in vacanza alle Maldive. Ciao a tutti».

Recriminano anche gli altri. Schwienbacher: «Ero in gran forma. Ho sprecato un'occasione unica ». Frasnelli, che ieri ha compiuto 27 anni: «Perdere un'Olimpiadi per un bastoncino lascia tanta rabbia. Ero partito con un tempo di reazione perfetto e il cancelletto me l'ha tranciato nell'istante di massimo carico. Nonmi era mai successo».

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