PRAGELATO. Niente medaglia numero 100 per l'Italia nella storia delle Olimpiadi invernali. Cristian Zorzi è infatti giunto quarto nella finale sprint uomini di fondo. Gara molto tattica che ha visto tenere un ritmo molto basso ai quattro fino al rettilineo finale. L'oro è andato allo svedese Bjoern Lind davanti alla vera sorpresa di questa giornata: il francese Roddy Darragon. Bronzo per un altro
Cristian Zorzi
svedese Thobias Fredriksson. Freddy Schwienbacher ha vinto la finale B davanti a Loris Frasnelli secondo.
Nella gara di oggi, però, non sono mancate le polemiche: «Mi ha spinto da dietro, voglio andare a fare reclamo. Mi ha piantato il bastone nello sterno, ho anche il buco e non ho problemi a mostrarlo». Cristian Zorzi, quarto e ai piedi del podio nella finale della gara olimpica di sprint maschile di sci di fondo, non nasconde la rabbia per la condotta, a suo dire, scorretta dello svedese Thobias Fredriksson, che ha conquistato la medaglia di bronzo.
Secondo il fondista azzurro lo svedese, che lo precedeva prima della volata finale, gli ha tagliato la strada colpendolo con il bastone. «Nel finale ho dovuto rincorrere e sono arrivato pesante -racconta Zorzi ai microfoni della 'Raì-, spero che il reclamo venga accolto e che nelle prove televisive si veda. Fra spingere il bastone e appoggiarlo c'è una bella differenza».
Cristian Zorzi mostra i lividi sul costato al termine della gara dello sprint di fondo
Le immagini supportano la sua tesi: effettivamente lo svedese lo colpisce con il bastone, ma i presupposti per il reclamo non sussistono e a sedare ogni residuo dubbio ci pensa il direttore tecnico della nazionale italiana Marco Albarello. «Sono già andato a vedere le immagini e mi hanno detto che non è possibile fare reclamo».
Dopo il contatto con lo svedese, Zorzi ha perso terreno, quasi rinunciando alla volata finale: «Zorro rinunciatario? Assolutamente no -risponde Albarello-. Ha rinunciato gli ultimi 10 metri quando non c'era più niente da fare».