Valbusa: «Il mio segreto? Mia figlia mi ha disegnato un podio»
19/2/2006
Torino. L'Italia conquista la seconda medaglia d'oro della sua storia nella staffetta maschile 4x10 e sale sul gradino più alto del podio per la terza volta ai Giochi Olimpici di Torino.
Cristian Zorzi, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer, Fulvio Valbusa
Una grande prova di forza e carattere della quartetto formato da Fulvio Valbusa, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi. L'attacco decisivo per il gradino più alto del podio è arrivato nella terza frazione, quando Piller Cottrer, lo svedese Soedergren, il tedesco Sommerfeldt e il ceco Magal hanno staccato la Francia, la Russia, la Svizzera e la Norvegia. Sull'ultima salita il carabiniere di Pieve di Cadore ha allungato sul tedesco e il ceco, per poi liberarsi (5«6) dello svedese.
« Ero il più tranquillo tra i miei compagni perchè ho già vinto una medaglia (bronzo nella 30 km inseguimento), ma ieri ero talmente nervoso che nessuno poteva toccarmi. Con lo svedese ci siamo dati una mano - spiega Piller Cottrer - ma il mio motto è: non guardarmi mai indietro. La terza frazione si fa sempre all'attacco. A fine gara ho chiesto una standing ovation al pubblico perchè la gara è stata veramente dura. Adesso abbiamo una settimana per festeggiare fino alla 50 km».
Cristian Zorzi è stato l'ultimo staffettista, spinto verso il traguardo da un marea di tifosi azzurri e di tricolori sventolanti: «È un sogno che diventa realtà. All'arrivo non ci potevo credere - spiega Zorro - pensavo fosse un sogno. Molte persone speravano in questa vittoria, quindi siamo doppiamente contenti. Gli ultimi quattro anni sono stati molto difficili, questo è il giusto coronamento».
Per Giorgio Di Centa, secondo frazionista, l'oro conquistato oggi ha un profondo significato. «Ho dimenticato la delusione per il quarto posto nella 30 km ad inseguimento - afferma sorridendo il friulano - ora sono veramente felice. Non posso ancora crederci».
Ma forse questa medaglia d'oro ottenuta alle Olimpiadi di casa ha un valore maggiore per Fulvio Valbusa, che ha 37 anni ha deciso di lasciare lo sci di fondo. «Abbiamo gareggiato con il cuore. Io ho 37 anni e vincere una medaglia a questa età è incredibile. Questa mattina mia figlia Alice ha disegnato un podio per me: questo è stato il mio segreto».