Piller Cottrer & C. Il ct Marco Albarello ha scelto la formazione olimpica. Il fondo è dal 1988 una garanzia di medaglie: furono sei nel 2002 a Salt Lake City (due per metallo). Ma se ai Giochi americani le donne fecero la parte delle leonesse (c’erano la Belmondo e la miglior Paruzzi), ora tocca ai maschietti. Pietro Piller Cottrer in testa, poi Giorgio Di Centa.
Pietro Piller - Cottrer e Fulvio Valbusa
E Cristian Zorzi che ha ritrovato l’ispirazione nello sprint. Piller e Di Centa potrebbero regalare uno dei primi podi di Torino 2006: il 12 correranno la combinata maratona, 15 chilometri con il tradizionale passo alternato e 15 pattinando. Favorito è il francese Vincent Vittoz, campione mondiale in carica. A seguire arrivano i nostri. La partenza in linea è facile da seguire per il pubblico, mentre la tecnica mista, con cambio volante degli sci a metà gara, è garanzia di spettacolo.
Tra le ragazze (sulla distanza di 7,5 più 7,5 km, possibili protagoniste sono Gabriella Paruzzi e Sabina Valbusa, anche se la gara sembra un affare per la russa Julia Chepalova, la ceca Katerina Neumannova, la canadese Beckie Scott, l'estone Kristina Smigun, le norvegesi Bjorgen e Steira. Un’altra specialità da medaglia è la staffetta 4 per 10 km a tecnica mista (19 febbraio). All’Italia fanno paura Norvegia e Germania, con outsider Francia e Russia.
Nelle ultime cinque Olimpiadi gli azzurri hanno conquistato un oro e tre argenti, sempre nella sfida diretta con la Norvegia. Torino costituisce la rivincita per i norvegesi dopo la beffa patita a Lillehammer '94. Italia in pista con Di Centa (alternato), Piller Cottrer e Zorzi (skating).
L'incognita è il secondo frazionista in alternato da scegliere tra l'anziano Valbusa e il giovane Checchi. Quest'ultimo faceva parte della squadra vittoriosa a metà gennaio in Trentino.
In quell’occasione Valbusa abbandonò il ritiro per protesta e rischiò di essere escluso dai Giochi. Nello sprint (22 febbraio), «Zorro» Zorzi difende il bronzo conquistato quattro anni fa. Fortissimi sono gli svedesi Bjoern Lind e Peter Larsson e i soliti norvegesi con in testa Tor Arne Hetland, campione olimpico uscente. Si tratta di una gara velocissima, paragonabile ai 100 metri dell’atletica.
La partenza è in linea: oltre a gambe e polmoni, conta l’abilità nel districarsi tra sci e bastoncini degli avversari. E ci vuole fortuna, dote che aiuterebbe Gabriella Paruzzi e Sabina Valbusa, dopo una stagione in ombra, ad avvicinare il podio. Si destreggia bene anche Arianna Follis. Il fondo chiuderà con le gare lunghe, entrambe skating (tecnica che gli azzurri prediligono).
Nella 30 km femminile (24 febbraio) è stata ripescata Cristina Paluselli, specialista delle Granfondo, vincitrice dell’ultima Marcialonga. Prende il posto di Stephanie Santer, che a Davos si è rotta una gamba finendo contro un albero. Nella 50 km (26 febbraio), uomini in pista con Piller Cottrer, Di Centa, Valbusa,e Santus (riserva Thomas Moriggl). Sono entrambe gare di fatica pura, su cui peseranno le energie spese nei giorni precedenti.
Difficile azzardare un pronostico. La debolezza degli italiani nella tecnica classica è emersa nelle gare di ieri a Davos (Svizzera), ultimo appuntamento prima di Torino 2006. La finlandese Virpi Kuitunen ha vinto la 10 km davanti alla canadese Sara Renner e alla slovena Petra Majdic.
La Valbusa si è classificata al 20º posto, la Follis al 21º. Non hanno gareggiato la norvegese Marit Bjoergen, capoclassifica di Coppa, attesa protagonista sulle piste di Pragelato, e la Paruzzi. Nella 15 km, il norvegese Jens Arne Svartedal ha preceduto l’austriaco Martin Tauber e il francese Vittoz. Il miglior italiano è risultato il laziale Valerio Checchi, che ha concluso 22º davanti a Di Centa. Gli altri azzurri: Schwienbacher 29º, Santus 33º, Piller Cottrer 36º.