I SOSTENITORI SPALTI STRAPIENI, STRISCIONI, CORI E SLOGAN: QUANDO L’AZZURRO ESCE DI GARA E’ UN FUGGI FUGGI FRA LE IMPRECAZIONI
La stangata
Lacrime e rabbia. Il popolo di Giorgio rimane di ghiaccio
26/2/2006
Giovanni Cerutti
SESTRIERE. L'esempio, e che esempio, lo dà Gianni Petrucci. Lo sciagurato Rocca non si è ancora tolto gli scarponi e dalla fila numero 6 il presidentissimo del Coni si alza e se ne va. Aveva una faccia. E in quel momento Pierangelo Savio, torinese, 34 anni, impiegato, infagotta il suo tricolore con la scritta in dialetto «Bogeve nen - non muovetevi - scende Rocca!».
Un biglietto comprato un anno fa, 110 euro. Per 33 secondi di delusione, più o meno una stangata. Meglio tornare al caldo, tornare a casa. L'argentino
Tifosi italiani ieri allo slalom
Cristian Javier Simari Birkner, che perderà lo sci sinistro al primo paletto, non vale il prezzo del biglietto. E non vale questo freddo.
Gli stangati lasciano la tribuna, o il posto in piedi a bordo pista da 30 euro, con aria mesta. Mentre ancora deve scendere e schiantarsi il numero 17 Bode Miller, comincia un corteo silenzioso e addolorato.
I toscanacci nascondono il lenzuolo goliardoporno, «Prima Tomba/adesso Rocca/siamo di Siena/W la gnocca!». Gli amici del "Bar Piero", quelli arrivati in corriera da Sondrio e Valtellina, mettono via il «Rocca no limits» giallo. C'era una muraglia di colori, di bandiere e striscioni quando GiorgiOROcca era lassù al cancelletto di partenza. Sono spariti tutti e sono lì, nel serpentone ammutolito che sta lasciando la pista Giovanni Alberto Agnelli.
««Eeeeh....!». Sussurri, nel corteo. Mario e Marco e Vittorio, tre ragazzi torinesi, dicono che a loro è ancora andata bene. «Noi abbiamo speso soltanto 30 euro, con i biglietti acquistati un anno fa, ma chi è venuto da lontano come la prenderà?».
Magari gli girano. 33 secondi appena, manco il tempo di un'illusione e arriva la stangata. «Noi siamo partiti all'alba da Crodo, in Val d'Ossola - dice Ornalla Boldrini -. Almeno il nostro Max Blardone la sua gara l'ha finita. Non ha preso la medaglia, ma è arrivato al traguardo. Qui erano in quattro e nella prima manche solo uno è rimasto in piedi». Ottimista la signora, non finirà la seconda.
Forse, per riassumere la giornata più storta di un'Olimpiade magra assai per lo sci alpino, il più efficace è proprio lui, lo sciagurato Giorgio. Che alle 17,30 arriva davanti al portone del suo residence, qui aspetta il padre Carlo che appena messo nel bagagliaio un tricolore di due metri, e le prime cinque parole che si sente dire dal figlio sono «mi fa male il culo».
Ha ancora il casco sulla crapa quasi rasata, Rocca. Pietro, lo zio della moglie Tania, aveva appena raccontato il suo depresso umore: «Ho le orecchie basse, ma questo è lo sport...». Rocca, le orecchie, adesso le ha incastrate sotto il casco: «Però avevo il miglior tempo...».
Un bacio dalla mamma Gianna, un bacino dalla nonna Ines, una nonnina dai capelli d'argento che parla solo il dialetto della Valtellina, gli mostra un tricolore ricamato a mano e gli dice «Giorgio, e tagliali questi sci!». La nonnina non vuol vedere il nipote che soffre, perchè davanti al portone del suo residence si capisce che soffre, fa fatica a dire «dài, andiamo, voglio andare a vedere la seconda manche».
Pure lui va a prendersi la sua stangata: tribune vuote, solo gli austriaci fan festa, e i «Rocca Fans» che rimangono chiusi e taciturni, a tagliar bresaola e bere Sassella a «Casa Valtellina», in attesa delle corriere che li porteranno a casa, arruolati felici e contenti nell'esercito dei perdenti.
Mirko, il presidente dei Rocca Fans Club sta già aprendo l'ombrello: «Chissà quante gliene diranno, povero Giorgio». Quando si è imbrogliato con gli sci, e Gustavo Thoeni garantisce che è accidente rarissimo «con gli sci corti», quella muraglia di bandiere e colori e striscioni è svanita.
Un applauso, sì, ma era l'applauso di chi se ne sta andando perchè lo spettacolo è stato pessimo, non valeva il biglietto. Con tutto il rispetto, chi se ne frega degli azzurri Moellg, Thaler e Schmid? Siccome all'Olimpiade l'importante è partecipare il Gianni Petrucci se ne va per primo.
E una buona metà degli 11 mila in tribuna seguirà il presidentissimo. Ma che olimpica stangata.