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Torino 2006
 SCI ALPINO

LO SPECIALE PIÙ AMARO: DOMINANO RAICH E GLI AUSTRIACI, KO ANCHE LIGETY, MILLER E PALANDER

Come un principiante

Giorgio incrocia gli sci e va col sedere per terra

26/2/2006
Marco Ansaldo



SESTRIERE. Nella corsa a chi metteva per primo il sedere per terra, Giorgio Rocca è stato più rapido di Carolina Kostner: 33 secondi e qualche spicciolo contro quasi un minuto.
Giorgio Rocca
Giorgio Rocca dopo la caduta

Sono caduti così gli alfieri olimpici, la ragazza che sventolò la bandiera e il bell'uomo che lesse con voce ferma il giuramento nella cerimonia di apertura.
Stracci volati sulle attese del pubblico. E se la delusione per Carolina è mitigata dalla giovane età e dalla considerazione che ci volle molto ottimismo per inserirla tra le favorite, il ruzzolone di Rocca è una botta dura, quasi quanto quella che il valtellinese ha ricevuto all'osso sacro.
Stava andando bene.

Scendeva con il numero 1 sulla pista intitolata a Giovanni Alberto Agnelli e il cronometro smentiva la visione di un'azione lenta e strappata, lo avremmo capito guardando i tempi degli altri, quando ormai non c'era più niente da fare.

Migliore al primo intertempo, alla porta precedente il capitombolo Rocca aveva accumulato quasi 4 decimi sulla discesa di Raich che avrebbe vinto la medaglia d'oro nel giorno più trionfale degli austraci, tre ai primi tre posti, con Erbst e Schoenfelder, mai successo nella storia dello slalom alle Olimpiadi. Peccato che nello sci non contino le mezze frazioni come nei ristoranti le mezze porzioni. Bisogna essere veloci fino in fondo.

Forse Rocca stava andando oltre i propri limiti o più semplicemente è stato sfortunato, come ha detto Sua Benevolenza Gustavo Thoeni. Sta di fatto che mentre dalle tribune lo si vedeva come un puntino in alto, gli sci si incrociavano, il sinistro saliva sopra il destro nel passo d'addio. All'apparenza, roba da principianti, come calciare la bandierina tirando un corner.

Un gesto rarissimo. In realtà nello sci non esiste niente di semplice. Rocca avrebbe poi spiegato che lo aveva tradito la voglia di imprimere velocità agli sci, il gusto per l'azione prepotente che l'avrebbe portato alla medaglia nella combinata, se in quel caso non avesse preferito la prudenza.

E' volato strisciando sulla schiena, gli sci tenuti in alto a spruzzargli la neve in faccia. Fine dei sogni. Nel dopogara abbiamo ascoltato spiegazioni imbarazzanti. Come il fatto di aver scelto di isolarsi per evitare le domande stupide. Rocca sembra ignorare che la popolarità non è come un'abatjour che l'accendi e la spegni a comando.

Dopo mesi in cui ha cavalcato giustamente (con intelligenza e buon gusto) il proprio successo, poteva illudersi di scomparire dalle attenzioni nell'occasione più importante?

Non si è calato nell'Olimpiade con normalità, la gestione delle ultime due settimane l'ha portato a rendere ancora più speciale lo «speciale» e alla fine si è avvitato sugli sci, come hanno fatto altri, dal co-favorito Ligety a quel bombolone autolesionista di Bode Miller, che da quando ha trovato lo sponsor italiano spendaccione ne ha cambiato lo slogan in «dove c'è Barilla si va a casa».

Rocca ha fallito. Moellg e Thaler lo hanno imitato volando fuori nella prima manche tanto che fino all'arrivo del lento Schmid (alla fine 39esimo su 47 classificati) gli unici italiani ad aver percorso la pista fino in fondo erano stati i tre apripista.

Intanto Raich, il vincitore del gigante, piazzava il miglior tempo in una gara intensa con il finlandese Palander e il sorprendente giapponese Minagawa, il primo staccato di 1 e l'altro di 7 centesimi.

Ma nella seconda manche, tracciata dal croato Jovan, Minagawa scendeva lento e Palander inforcava. Restavano solo gli austriaci e Benni Raich azzeccava ancora la discesa più veloce.

E' lo sciatore di questa Olimpiade, si diceva che fosse la fragilità di spirito il tallone d'Achille che non gli aveva ancora fatto vincere uno slalom nella stagione e che gliene aveva fatti perdere alcuni contro Rocca.

Chi di pressione ferisce, di pressione perisce.

Nell'occasione più importante si è visto il campione. Raich.

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