

| TORINO. È finita dopo 38 secondi la gara di Giorgio Rocca nello slalom olimpico.
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Tanta sfortuna per l'azzurro candidato all'oro e sceso con il pettorale numero 1, uscito dopo pochi secondi, dopo aver inciampato, prima di cadere sulla neve, forse per una spigolata, incrociando gli sci.
L'attesa si è così tramutata in un silenzio quasi irreale su tutta la pista.
«Ho sbagliato, ho sprecato una grande occasione». Giorgio Rocca non ha nascosto la delusione dopo la caduta «La neve in quel punto era diversa - dice Rocca -, ho sbagliato io a non cambiare assetto. Lo sci è affondato nella neve morbida e sono rimbalzato via. Peccato, stavo sciando bene e mi sentivo in buone condizioni. Era una grande occasione, tornerà tra 4 anni. Ho provato a fare il massimo, per quel poco che sono rimasto in gara ci sono riuscito... Ho sciato bene nella parte alta, ma la gara finisce all'arrivo...».
Alberto Tomba, a bordo pista, commenta l'uscita di Giorgio Rocca : «E' inciampato, succede, se la pista è perfetta.. non ho parole davvero, un peccato stava andando bene, cosa c'è da dire? Era lontano dai pali per non inforcare si è impuntanto, succede ma non oggi...».
In ogni caso, l'azzurro non si è perso d'animo e ha seguito la seconda manche sulle tribune, in mezzo ai tifosi del suo fans club: «Quella di Benjamin Raich è stata una vittoria strameritata», ha commentato molto sportivamente, prima di aggiungere che «Mi sarebbe piaciuto esserci».
Eppure, «Giorgio ha lo sguardo tranquillo. Tutto è ok», aveva giurato il professore Beppe Vercelli alla vigilia dello slalom-Caporetto del suo pupillo. Il professore è psicologo e da tempo segue il campione di Livigno. Ma le sue assicurazioni, dopo averlo accompagnato per un paio di giorni nel ritiro valdostano di Pila, ben lontano dal Sestriere, non erano probabilmente esatte. La tensione della vigilia c'è inevitabilmente stata. Ed in gara s'è visto. Già aver scelto di lasciare la sede olimpica per allenarsi poteva denotare una certa insicurezza. È chiaro, se tutto fosse andato bene quella sarebbe stata la scelta migliore. Ma star lontani dalla tensione olimpica può non essere il sistema migliore se poi quella tensione la devi affrontare improvvisamente, tutta d'un colpo, come in una manche di slalom.
Poi alla vigilia Rocca aveva anche annunciato di non voler parlare con i giornalisti: niente interviste, niente dichiarazioni. In realtà non è andata così. Non ha fatto conferenze stampa ma si è concesso abbondantemente alle tv dove poteva esternare rapidamente senza necessità di rispondere a domande magari sulle due clamorose inforcate nelle due ultime prove di coppa del mondo o su quella sciata lenta della combinata olimpica dove aveva buttato una medaglia per soli 7 centesimi. Sempre a Pila poi - dopo aver chiesto ai giornalisti di «lasciarlo lavorare» per potersi concentrare meglio - Rocca si era anche fatto intervistare e pure fotografare aggrappato ad una enorme e artistica croce in legno che campeggia sui monti di quella regione. Doveva significare che lui stava portando sulle spalle la pesante croce dello sci italiano, che solo lui poteva salvare la patria con una meravigliosa gara al Sestriere.
Quella croce, invece, è come se gli fosse caduta addosso, quasi schiacciandolo. Altri attriti ci sono poi stati, con battibecchi semipubblici, tra la moglie di Rocca, la signora Tanja, ed il manager del campione. La signora, avvocatessa, ha deciso di prendere in mano direttamente sempre più spesso la gestione della privacy e dei rapporti del marito. Così cose concordate vengono improvvisamente smentite. Il ruolo della signora Rocca, da quando Giorgio ha vinto le famose cinque gare in serie, è diventato così sempre più evidente e a volte invadente.
Un altro segnale di questa situazione si era avuto quando la regione Lombardia e la Valtellina avevano annunciato per ieri sera l'organizzazione a casa Fisi di una serata per presentare le proprie attività turistiche alpine. Tra gli ospiti d'onore erano stati annunciati Deborah Compagnoni e, naturalmente, Giorgio Rocca che ha come sponsor principale proprio il logo della Valtellina.
La presenza di Rocca alla manifestazione era stata però smentita con ben due comunicati dal tono irritato. Rocca non era stato avvertito, non ne sapeva niente, e dunque non sarebbe stato presente. Un tono apparso fuori luogo anche a fronte di un qualche errore degli organizzatori: sarebbe bastato spiegare che l'azzurro preferiva riposarsi alla vigilia della gara più importante della sua vita.
Non si trattano così gli sponsor. Insomma, ha visto giusto il presidente Fis Gianfranco Kasper, svizzero di St. Moritz. «Giorgio Rocca è stato tradito dai nervi» perchè «è l'opposto di Tomba. Alberto aveva bisogno della pressione addosso per rendere meglio. Giorgio, al contrario, l'ha patita». A proposito di Tomba, fuori Rocca, il più applaudito è stato lui. La tv continuava ad inquadrarlo e a trasmettere la sua immagine sul grande schermo di fronte alla mega tribuna della gara. Molti, pieni di nostalgia, hanno ricordato le sue vittoriose cavalcate olimpiche. E hanno pensato che, magari, se fosse sceso in pista lui per l'Italia oggi non sarebbe stata una Caporetto. |