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Torino 2006
 SCI ALPINO

L'AUSTRIACO SI CANDIDA ANCHE PER LO SLALOM. E' IN GRAN FORMA

Bravo Benni

Il capolavoro di Raich: dal quinto posto a una discesa da primo della classe

21/2/2006
Giovanni Cerruti



SESTRIERE. «Bravo Benni», lo abbraccia Wolfgang Schuessel, il cancelliere austriaco. E bravo è poco: bravissimo, perfetto, il migliore. Benjamin Raich era quinto dopo la prima manche, 34 centesimi da recuperare. Hermann
Raich
Benjamin Raich
Maier, dalle parti di Vienna più famoso di lui, e forse il Cancelliere era qui proprio per «Herminator», gli stava davanti già di un posto e 22 centesimi. Quando si dice l'impresa, Benni li ha messi in fila tutti e alla fine, sollevando gli sci con due braccia, ha detto la frase banale per il momento speciale: «Sono davvero felice».

Come tutti gli austriaci, che grazie a Benni dimenticano le rogne doping. Sulla sua vittoria aveva scommesso 50 euro anche Max Blardone, il che non è un bel segno (per Max). Ma in questo slalom gigante che dopo la prima manche pareva una questione tra il canadese Bourque, il francese Chenal e lo svedese Nyberg, e Blardone ottavo, e Schieppati 22°, e degli altri due italiani Simoncelli e Moeggl non c'è più traccia perché ritirati, ha vinto il più gigante di tutti. Quello che, da inizio stagione, ha sbagliato di meno ed è migliorato di più. Complimenti dal Cancelliere e pure da Herminator, finito terzo dietro il francese Joel Chenal, l'unica sorpresa sul podio. E non finisce qui, per Benni. C'è ancora lo slalom speciale di sabato, il boccone che Giorgio Rocca vorrebbe far suo. Perché Benni Raich non ne perde una: gigante, speciale, superG, libera, combinata.

Fino a ieri pomeriggio, per la potenza austriaca sugli sci, vittorie zero. «E' una sorta di liberazione», ha detto lui. E subito, prima di partire per Torino e la Medal Plaza si è messo a cercare al telefonino Marlies Schild, la morosa conosciuta sui campi d'allenamento, che l'altro giorno si era presa l'argento in combinata dietro la Kostelic. Si sposeranno presto, dicono. A fine mese fa 28 anni, è un ragazzone con i capelli biondicci ed da 13 anni ha in testa e sotto i piedi solo sci. Quando ha un attimo libero va a cercar brividi con il jumping, a testa in giù dalle rupi attaccato all'elastico. Lo chiamano «blitz von Pitz», la freccia del Pitz, la valle del Tirolo dove è nato, abita e da ieri è festa. In questo Circo Slalom è considerato un bravo ragazzone, la faccia simpatica con i dentoni un po' in fuori, uno tutta salute, muscoli, cervello e carattere. Insomma perfetto.

Tanto da stare, quest'anno, in cima alla classifica di Coppa del Mondo, l'austriaco che maltratta Bode Miller. Sicuro delle proprie forze pare abbia un punto debole che ai tifosi di Giorgio Rocca piace assai. E' il suo incubo, Rocca. Nello slalom speciale per cinque volte in prima manche l'aveva alle spalle e alla fine Rocca stava davanti. Più che di forza, nervi e classe, sembra roba da psicologia. E' come se Rocca lo mandasse in confusione, e ai giornalisti austriaci Benni l'ha pure ammesso. Ma con un Raich così determinato anche Rocca dovrà evitare brutti sogni.

Era furibondo, Benni, l'altro giorno, dopo aver inforcato nello slalom della combinata, fuori nella sua gara preferita. Però non si è perso. E rieccolo. Popolarissimo in Austria, anche se non quanto Herminator, e popolare pure in Italia grazie alle gufate di Fiorello a «RadioRai». Nel suo quotidiano lavorio a favore dell'amico Rocca, Fiorello ha tifato contro Benni fino allo sfottò. Almeno una volta è riuscito a farlo saltare, e se non c'è da gufare c'è da giocare con il cognome e la storia, «Terzo Raich». Peccato che sabato, quando è fissato lo slalom speciale di Rocca e Benni la trasmissione di Fiorello sia in pausa settimanale.

A meno che non decida di salire fino a Sestriere per gufare in diretta contro Benni e gli altri e tifare dalla pista per il suo Rocca. Il migliore, Benjamin Raich, si era già messo via due medaglie d'oro ai mondiali dell'anno scorso a Bormio, più altre due tra argento e bronzo. Restava da aggiungere queste Olimpiadi, «che sono speciali perché mica ci sono tutti gli anni». E ora non c'è che raggiungere Hermann Maier nel medagliere e nei cuori degli austriaci. «Ma no - dice Benni - noi continueremo a gareggiare e combattere assieme. Hermann ha 33 anni, non è vecchio, e io non sono tanto più giovane di lui. C'è un'ottima intesa tra noi». Fino a quando la Freccia del Pitz non metterà la freccia per superarlo. E magari già sabato.

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