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Torino 2006
 SCI ALPINO

SUPERG FEMMINILE
UN ALTRO SMACCO DOPO LA LIBERA. VOLANO I COLTELLI

Sciando nel buio

Ceccarelli, Fanchini, chi le ha viste? Dal flop azzurro si salva la Recchia

21/2/2006
Daniela Cotto



SAN SICARIO. E' affranto Valerio Ghirardi. L'allenatore delle ragazze-jet nel parterre del dopo gara cerca di strozzare le lacrime. L'amarezza è immensa, vorrebbe urlare dalla disperazione. Il supergigante femminile ha sancito il fallimento della sua squadra, delle sue ragazze, delle donne alle quali si chiedeva un colpo d'ala come capitò l'anno scorso ai Mondiali di Bormio
Nadia Fanchini
Nadia Fanchini cade nel superG
quando l'Italia vinse due medaglie d'argento con Elena Fanchini e Lucia Recchia.

E' passato un anno ma sembra sia passato un secolo e le azzurre ora sono qui a spiegare, giustificare la batosta. E che batosta. Ghirardi vorrebbe spaccare tutto, gli esce un sussurro: «Sognavo di vincere una medaglia in Italia. Invece...». Sembra di essere ad un funerale mentre pochi metri più in là l'Austria celebra la vittoria della Dorfmeister, la vecchietta terribile che dopo l'oro nella libera porta a casa anche quella del superG. Nadia Fanchini patisce la tristezza, abbozza un sorriso che è una smorfia di fastidio. Elena è la più vecchia delle due sorelle, la più forte ma adesso sembra la più indifesa. Segue Nadia, aspetta che finisca di parlare e la guarda come se le chiedesse protezione.

Quanto è cambiata l'aria per le due bresciane. Non sono più spensierate ciarliere e comunicative e non hanno ancora perdonato l'affondo di Isolde Kostner che le ha rimproverate di non allenarsi abbastanza. Sono segnate dal successo e dalla responsabilità. Nadia si tocca la collanina: è un rosario con la croce che in gara porta sempre al collo. E' caduta su un salto, si è inceppata mentre volava, il gesto che di solito le riesce meglio, ha perso un bastoncino ma ha continuato: «La neve era facilissima. Quando mi sono ritrovata a terra non ho pensato a nulla. Non pensavo di potermi rialzare, temevo di essermi fatta male. Invece ho continuato».

Sospira: «Per fortuna adesso c'è il gigante». Elena le fa un cenno, come dire «non ne posso più delle Olimpiadi»: ha preparato lo zaino ed è tornata a casa, a Montecampione. Il clima in squadra si taglia con i coltelli. C'è tensione non solo tra i tecnici ma anche tra le atlete che non si parlano più. E le due sorelle, da sempre abituate a condividere ridere e scherzare, trovano tutto troppo pesante. Per fortuna c'è Lucia Recchia positiva, dura e concreta anche se non salta certo di gioia per il risultato in superG: «Ho dato il massimo. Ho cercato di sciare in modo fluido ma non è bastato. Delusa? no. Sapevo che per salire sul podio avrei dovuto arrivare al traguardo con il miglior tempo perché dopo scendevano le big. Dunque...».

Daniela Ceccarelli non ha onorato l'oro di quattro anni fa a Salt Lake City: «Ero al 60% delle mie condizioni. Sono stata troppo aggressiva e ho pagato in scioltezza. L'Italia deve cambiare registro. Dobbiamo aggiornarci, andare avanti in altro modo». Chissà se è d'accordo Valerio Ghirardi che con la Ceccarelli è un po' ai ferri corti e lo dichiara apertamente: «Sono molto deluso per i risultati della libera. Soprattutto perché lei ha cambiato skiman pochi giorni prima delle Olimpiadi senza consultarsi. Per carità non posso certo impedirle di prendere decisioni autonome però... in fondo un allenatore ha diritto di sapere cosa fa la sua atleta. E poi è andata a sciare e si è anche fatta male, per fortuna non in modo serio».

Nessuno risparmia battute e frecciatine al veleno e in ogni frase apparentemente innocua è nascosta un'accusa e una polemica. In questi Giochi italiani lo sci è l'unico a non aver portato medaglie. Ce l'hanno fatta gli slittinisti, i fondisti e quelli del pattinaggio ma lo sci no. Anche l'anno scorso ai Mondiali le donne avevano litigato ma i risultati avevano messo a tacere. Poi a pagare fu il ct Tino Pietrogiovanna, l'ex colonnello della Valanga azzurra. Silurato il compaesano di Deborah Compagnoni, tutto è passato nelle mani di Flavio Roda che ha avuto il difficile compito di gestire maschi e femmine. I maschi hanno un'organizzazione migliore mentre le femmine pur con atlete di qualità sono allo sbando.

Molto ha inciso il forfait di Isolde Kostner perché Ghirardi ha perso un punto di riferimento e la squadra si è scomposta come se fosse una marionetta senza spina dorsale. Ghirardi vorrebbe far polemica ma si frena: «Isolde in nazionale? Non posso dire ciò che penso. Almeno, non in questi giorni perché ci sono già state troppe polemiche con il presidente Coppi». Non è finita qui in casa Italia. La settimana dei lunghi coltelli si è appena iniziata. E alle donne mancano ancora lo slalom e il gigante con Karen Putzer e Denise Karbon, stelle del passato che stentano a brillare, altri buchi neri di questa Italia che affonda nella neve di San Sicario.

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