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Torino 2006
 SCI ALPINO

GRANDE ASSENTE NIENTE LIBERA PER LA CROATA: PER MOTIVI DI SALUTE

Giallo Kostelic

«Un problema cardiaco transitorio» alla base del forfait deciso dal padre di Janica che guida la squadra

16/2/2006
Marco Ansaldo



SANSICARIO. Il rifiuto oltre le lacrime. Martedì sera avevamo visto Janica Kostelic piangere a dirotto tra le braccia di suo fratello Ivica, che aveva appena vinto la medaglia d'argento nella «combinata» ed era scosso pure lui dai sussulti della commozione. «Soltanto mia sorella e i miei genitori capiscono quanto sono andato lontano nella sofferenza per ottenere questo risultato», diceva Ivica cullandosela. Faceva un certo effetto vederli così.
Javica Kostelic
Javica Kostelic

Due ragazzoni bene in carne, teneramente abbracciati con lo sfondo della neve. Si sapeva che Janica non aveva partecipato all'ultimo allenamento per la discesa libera di ieri: la ragione poteva essere dettata dal desiderio di seguire il fratello nei due slalom del pomeriggio che gli avrebbero permesso di rimontare dalla quattordicesima posizione in classifica fino alla seconda, dietro Ted Lagety.

Ieri mattina si è appresa la realtà. La Kostelic aveva sofferto per un problema cardiaco, i battiti erano saliti oltre il livello che i medici della nazionale croata giudicavano di guardia per affrontare la discesa del Fraiteve, tre chilometri e rotti di pendio da percorrere con punte sui 105 all'ora. Da lì il forfait.

«Il problema sta rientrando - recitava il bollettino della Federazione, il cui presidente è Ante Kostelic, il padre di Janica -. Per ragioni precauzionali preferiamo tuttavia fermare l'atleta».

Sfumava per Janica, campionessa del mondo in carica, la possibilità di acchiappare l'unica medaglia olimpica che le manca dopo che a Salt Lake City conquistò l'oro in slalom, gigante e combinata e l'argento in SuperG dietro alla Ceccarelli, un'impresa da grandissima di tutti i tempi.

Il problema è che attorno alla Kostelic si agita da sempre il sospetto. Un po' come per Hermann Maier che nel giro di pochi mesi mise su una massa di muscoli spettacolare. Alla croata accadde più o meno la stessa cosa all'inizio del nuovo Millennio.

Da ragazzina che faticava a stare in piedi sugli sci («non imparerà mai», avevano sentenziato i genitori) a ragazzona con una stazza intorno agli ottanta chili e la capacità di razziare sulle piste tutto il possibile: una donna capace di sostenere gli allenamenti massacranti ed estrosi imposti dal padre-tiranno che l'obbligava persino a tuffarsi in mare tra le rocce per vincere la paura. Si cominciò a chiacchierare.

Un pochino lo si è fatto ieri per questo malanno misterioso di cui ancora non si conoscono le cause e che qualcuno ricollega ai problemi di tiroide emersi nel novembre del 2003 e per i quali si disse che la sua carriera era finita: pare strano che l'effetto delle medicine che Janica assume da due anni e mezzo si sia prodotto proprio alla vigilia di una gara importante.

«L'hanno fermata», era la voce. Non era necessario chiedersi di più.
Invece pare proprio che i medici non abbiano coperto situazioni imbarazzanti e che il malessere sia da ricondurre a una crisi cardiaca passeggera.

La croata parteciperà oggi al test in discesa per la combinata. Scenderà subito prima di Nadia Fanchini. Almeno così appare dalla lsta di partenza consegnata ieri sera: l'Olimpiade per la croata non è finita né compromessa, a meno che i medici non cambino di nuovo opinione, con una decisione che darebbe la stura a nuove illazioni. La tachicardia sarebbe sotto controllo.

Né la Kostelic è tipo da spaventarsi, con quanto le è accaduto in questi anni, con quattro operazioni al ginocchio, la disfunzione alla tiroide e infortuni di ogni tipo, l'ultimo due mesi fa: chi guardasse alla sua esperienza e a quella del fratello, operato cinque volte al ginocchio in quattro anni, si convincerebbe definitivamente che lo sport fa molto male.

I Giochi, dunque, si caricano di sospetto ma non perdono una protagonista in grado di vincere ancora tutto. Ieri la sua assenza ha reso un po' più agevole il compito a Michaela Dorfmeister, che ha finalmente ottenuto un oro che la rende, a quasi 33 anni, la più anziana campionessa olimpica nello sci alpino. L'austriaca l'anno scorso ai Mondiali di Bormio fu disastrosa: tre prove e tre ritiri.

Ieri ha azzeccato la gara perfetta, scavalcando di oltre un secondo la svizzera Styger, in testa fino a quel momento, e resistendo alla Schild e alla Paerson. Il cuore matto di Janica lo ha permesso.

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