IL GUASCONE GIAPPONESE AMA L’ITALIA, LA MODA, IL REGGAE E NON TEME IL CAMPIONE AZZURRO
Sasaki, il samurai sfida Rocca
«Ho imparato a sciare a 3 anni con mia madre dentro uno ski-dome. La pista del Sestriere sembra fatta per me»
8/2/2006
Andrà all’attacco Akira Sasaki.
Come fa spesso tra i pali di slalom. Istintivo, aggressivo, è l’uomo su cui punta il Giappone, ma è soprattutto uno dei rivali di Giorgio Rocca in slalom. Occhio al samurai, dunque.
Akira Sasaki
Il paese del Sol Levante vuole una medaglia olimpica nello sci e lui si candida a raccogliere la pesante eredità di Kazuyoshi Funaki che nel salto dal trampolino fu campione olimpico e mondiale. Impresa difficile, certo. Per questo però lo esalta.
Un assaggio della sua grinta Sasaki l’ha servita su un piatto d’argento nella notte di Schladming (quella della maledetta inforcata dell’azzurro), nello slalom della tradizione: si è piazzato secondo dietro Palander e soprattutto davanti a Benjamin Raich.
Lui, timido, simpatico, era felice come un bimbo: aveva bissato il podio del 2003 a Wengen quando finì secondo alle spalle di Rocca. Sasaki è in Europa e prima del grande evento si è allenato a Innsbruck dove c’è la «base» della nazionale giapponese.
Oggi andrà a Sestriere e venerdì sarà alla cerimonia di apertura: «Un grande onore, una grandissima emozione - racconta -. L’Italia mi piace molto. Ho visto un po’ del vostro paese, è fantastico. Amo l’arte, i palazzi. Quando cammini per le strade respiri la storia». Certo, è strano il mondo.
Gli italiani impazziscono per i motori giapponesi, Valentino Rossi dopo aver dominato con la Honda ha trasformato la Yamaha in una moto vincente e Akira non possiede neppure una moto ma sfreccia sulla neve tra i rapid gates. «Ho iniziato a sciare a tre anni con mia madre. Da noi ci sono molte piste, ma negli ski-dome.
Le Olimpiadi sono la nostra passione, una febbre nazionale». Lui non è solo un campione di sci, è anche fortissimo nel freestyle. Nel poco tempo libero si diverte con il pallone, ama far shopping - specie se è in Europa -, disegna abiti e ama il reggae. Insomma... un mix di vitalità e intelligenza.
Ama provocare con quel suo modo di ridere tipicamente orientale: «Non sono orgoglioso della mia carriera. Perché? Per me far bene è normale. Sono un genio!». Un guascone, insomma, che si nasconde nel casco e nella tuta da sci, sempre alle prese con i cronometri e le migliori linee da seguire.
È molto legato a Giorgio Rocca: «È una persona che mi piace molto, molto serio, professionale. Ha lottato per arrivare in alto. Lo conosco da tantissimi anni. Gli auguro ogni bene anche se ovviamente a Torino si andrà alla guerra...». E aggiunge: «La pista del Sestriere è lunga e veloce e tra i pali c’è una notevole distanza. Per me è un fattore positivo.
Amo i pendii veloci. Insomma, credo di avere ottime chance qui». Il manager della squadra, Ken Odashima, spera: «Da Akira mi aspetto molto. Lui in slalom rischia quasi sempre. Sta andando bene anche Minagawa che in gara è molto più tattico del suo compagno e rimane sempre sul 90% delle sue possibilità. Siamo qui e vogliamo far bene».
La squadra del Sol Levante è pronta, dunque. I favoriti? Storce il naso Sasaki: «Le dico io chi vincerà la libera, lo slalom e il gigante. Akira Sasaki!». Giapponese, imperdonabile guascone.