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Torino 2006
 SCI ALPINO

Ghedina: «Punto al podio, sono fiducioso»

«Protesta Tav? Non dovevano intralciare percorso fiaccola»

6/2/2006


TORINO. Uno dei protragonisti azzurri alle Olimpiadi Invernali di Torino sarà Kristian Ghedina.

L'azzurro non vede l'ora di iniziare anche questa avventura soprattutto perchè si svolgerà in casa. «Per me questi Giochi hanno un fascino particolare soprattutto perchè sarà la mia ultima Olimpiade e per di più
Ghedina
Kristian Ghedina
partecipo nel mio Paese - ha detto Ghedina - speravo di parteciparvi contro tante persone che non credevano in me vista la mia età. A 36 anni sembrava impossibile invece ho creduto in me stesso e sono qui. Ho fatto una discreta stagione, sono arrivato vicino al podio e spero di arrivarci proprio alle Olimpiadi, sono fiducioso e la speranza è l'ultima a morire, non è un traguardo impossibile».

Per Ghedina avere le Olimpiadi in casa è un vantaggio ma anche uno svantaggio. «Il tifo sarà un bene ma quando parti per la gara il tifo non lo senti, però il fatto di essere in Italia ti motiva ma ti dà più tensione e bisogna esser bravi con la testa perchè sembra che devi fare per forza risultato - ha dichiarato Ghedina ai microfoni di Radio Anch'io lo Sport - lo stesso vale per lo slalomista Giorgio Rocca; è carico, è motivato e sa che può fare un gran risultato e sono convinto che lo farà».

Ghedina sperava di fare il portabandiera dell'Italia visto che si tratta dei suoi ultimi Giochi. «Ho sperato di farlo visto che è la mia ultima Olimpiade, purtroppo non ho mai vinto una medaglia però ci speravo - ha affermato - Carolina Kostner è promettente però ha tante Olimpiadi davanti».

Ghedina commenta la protesta dei «NO TAV» che hanno bloccato il viaggio della fiaccola olimpica. «È un pò triste vedere queste cose e pensare che c'è gente che fa queste bruttezze - ha dichiarato Ghedina - la fiaccola ha valore etico e morale e non capisco perchè devono intralciare il suo percorso». Ghedina è amareggiato perchè il suo sport è cambiato rispetto a quando ha iniziato la sua carriera.

«Ora la competizione si è artefatta, lo sport è diventato business ed è brutto pensare che un atleta sia costretto ad usare cose non lecite per vincere per forza - ha concluso Ghedina - io ho sempre lottato contro il doping».

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