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Torino 2006
 SCI ALPINO

Maier e Goetschl, che mostri

Dominano a Garmisch e Cortina, 12º Ghedina e 7ª Nadia Fanchini

30/1/2006
di Daniela Cotto



CORTINA. L'Austria è tornata. A 12 giorni dalle Olimpiadi di Torino, Renate
Maier
Hermann Maier
Goetschl vince la libera a Cortina per la 9ª volta sulla Olympia delle Tofane, pista che conosce come il giardino di casa sua, ed Hermann Maier domina in discesa a Garmisch Partenkirchen, in Germania.

Il Wunderteam è pronto per l'assalto ai Giochi. Non è una sorpresa, certo. Solo una conferma.

L'ex Herminator - ci tiene molto e quell’«ex» per la sua «nuova umanità» - aveva già dato forti segnali a Kitzbuehel, sulla Streif, la pista dei grandi, dove una settimana fa aveva messo tutti in riga prendendosi il superG davanti al nostro Fill, ieri caduto rovinosamente (ma senza conseguenze) nel finale mentre era fra i migliori. Per la Goetschl, invece, è il primo acuto della stagione: «Stavo sciando bene ma non andavo avanti - racconta -. Mi sono sbloccata qui a Cortina. Alla partenza ero serena, tranquilla, convinta di poter fare una bella gara su una pista che amo. Infatti...».

Detto fatto. Per la regina della velocità è la nona perla di una serie di vittorie a Cortina: 4 in discesa e 5 in superG.

Nonostante il suo dominio sulla nostra pista, la tensione in campo femminile tra Austria e Italia non si placa. Dopo la lettera che una decina di atlete (comprese le tedesche) avevano firmato l'anno scorso per protestare contro la libera di San Sicario, ora arriva puntuale la stoccata di Michaela Dorfmeister che - non contenta di aver già matematicamente conquistato la coppa di libera - all'arrivo di Cortina sibila velenosa: «Non si può sciare in queste condizioni».

Un po' quello che pensava ieri mattina verso le 9 Anja Paerson, vincitrice venerdì in superG, che dopo aver provato la pista ha guardato negli occhi suo padre, che è anche il suo allenatore, e gli ha detto con un sorriso testardo: «Oggi io non scio. Me ne torno in albergo». E così è stato. Così la libera è partita senza la campionessa che detiene la sfera di cristallo. Tanto meglio, ha pensato la Goetschl: «Questioni di punti di vista.

Io sono pazza per Cortina e non rinuncerei mai a una competizione qui», le ha cantato l'austriaca. Duro anche il presidente della Federazione Italiana Gaetano Coppi: «Le atlete devono solo ringraziare noi e Cortina. Abbiamo permesso loro di gareggiare in libera prima dei Giochi».

Tra le polemiche e le frecciatine delle grandi, sul pendio dell'Olympia delle Tofane - accorciato di 163 metri con la partenza portata più in basso per problemi di visibilità causati dalla neve caduta ininterrottamente per due giorni e mezzo - c'è stato il risveglio delle azzurre, spronate alla vigilia da Deborah Compagnoni e accudite da Isolde Kostner. In tre si sono piazzate nelle prime dieci.

La più brava è stata Nadia Fanchini, settima, seguita da Lucia Recchia, ottava, e Daniela Merighetti, decima. Nadia Fanchini al traguardo ha subito ricevuto i complimenti della Compagnoni: «Brava, hai rischiato. Sei stato forte». Lei ha sorriso: «In due giorni ho fatto altrettante gare completamente diverse. Non ho mai mollato. Ho imparato la lezione del superG, nel quale ero saltata.

Nella vita non bisogna mai arrendersi. Ho rischiato, questo è il mio miglior risultato in libera. Non ci posso credere, davvero. Ho rotto un po' la tensione. Siamo tutte troppo tese. Adesso mi concentro sul gigante (oggi, ndr). Devo stare attenta. Vale anche per la qualificazione olimpica». Poco più in là Lucia Recchia è parsa raggiante. La paura dopo l'attacco d'asma è passata: «Sto bene, adesso. Mi sento in forma, sono molto allenata, so di essere forte in superG. Lo stress? Non lo sento, davvero. Io vado giù come sempre».

Mentre le azzurre festeggiavano l'arrivo di Daniela Merighetti, ottima con il suo 10º posto, è scesa Angelika Gruener, che a metà pista ha centrato in pieno una porta, cadendo rovinosamente. La Kostner è sbiancata in volto, ricordando forse il suo volo a Lake Louise in Canada.

La Recchia si è messa le mani nei capelli. Nel clan azzurro ci sono stati momenti di angoscia per questa giovane della Val Senales, una delle promesse della squadra-jet, che dopo una doppia piroetta è rimasta esanime e senza conoscenza sulla pista.

Subito soccorsa, la Gruener è stata trasportata in elicottero all'ospedale di Belluno dove il bollettino medico del pomeriggio avrebbe risollevato un po’ gli animi: frattura scomposta alla scapola sinistra e rottura del legamento del ginocchio destro. Valerio Ghirardi, l'allenatore delle azzurre, ha allargato le braccia: «Quest'anno la sfortuna ci sta tormentando.

Speriamo che le cose cambino durante i Giochi e che le ragazze tirino fuori tutto ciò che sanno fare. Sono forti e lo sanno».

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