Roda ha deciso, Giorgio guida i ventidue atleti azzurri. Orfana della Kostner la squadra si affida alla classe di Putzer e Moelgg
30/1/2006
di Daniela Cotto
CORTINA. Ha rispettato la par condicio, Flavio Roda. Il direttore tecnico della
Giorgio Rocca
Nazionale di sci ha comunicato ieri la lista dei convocati ai Giochi invernali di Torino 2006. E oggi consegnerà il prezioso elenco al Coni.
Dei 22 atleti che difenderanno i colori azzurri nelle gare a cinque cerchi undici saranno femmine e undici maschi. L’ultimo sospiro di sollievo il dt l’ha tirato ieri a Cortina, dopo il gigante femminile vinto dall’austriaca Nicole Hosp, nel quale Denise Karbon e Karen Putzer hanno dato segnali incoraggianti.
La Karbon, vicecampionessa di gigante ai Mondiali di St.Moritz 2003, è rientrata in pista dopo esser stata ferma un anno a causa dell’infortunio dell’estate scorsa (rottura del legamento crociato del ginocchio e del menisco sinistro) e ieri si è piazzata decima. Una prova positiva per questa atleta dal talento cristallino che ha sofferto a lungo ma che - come spiega lo psicologo della Nazionale Beppe Vercelli - «ha un carattere di ferro e una determinazione da panzer». Per questo, il capo dello sci italiano l’ha aspettata.
E Denise, che ha lo sci nel sangue (è la cugina di Peter Fill, la speranza in superG) ha lavorato tantissimo per esserci. L’altra stellina che vuole brillare ancora è Karen Putzer, altoatesina, divoratrice di libri (ama i romanzi Giorgio Falletti), carattere da streghetta che ha tormentato non poco una serie infinita di allenatori (tra cui Heinz Peter Platter emigrato alla corte delle canadesi).
La Putzer dopo le gare di Cortina ritrova il sorriso ma mette le mani avanti: «Le Olimpiadi in Italia sono una bella emozione, ma preferisco fare un passo alla volta. Ho avuto poco tempo per allenarmi a causa del mio solito problema all’anca». Per loro, il presidente Gaetano Coppi si era fermato. Spiegando l’annus horribilis della squadra rosa: «Abbiamo fatto di tutto per portare le due ragazze a Torino. Sono atlete importanti - ha detto -.
Certo, la fortuna non è stata dalla loro parte quest’anno. Prima si è bloccata la Putzer. E noi come federazione, sulla possibilità di un intervento chirurgico, abbiamo lasciato la decisione alla famiglia. Ora, dopo un altro stop, è tornata e i risultati di questo fine settimana in superG e in gigante (quindicesima) ci fanno sperare». «A questo - ha aggiunto - si somma il ritiro anticipato di Isolde Kostner. La Karbon ha faticato perché arriva da un brutto infortunio.
I maschi hanno fatto risultati, Rocca è una certezza e spero che Ghedina riporti in Italia una medaglia olimpica che in libera manca da 54 anni. Qualcuno deve raccogliere l’eredità di Zeno Colò». Ghedina, appunto. A trentacinque anni e dopo 17 stagioni di coppa del Mondo, è pronto per la sua quinta Olimpiade: lo spirito è sempre quello del ragazzino terribile, quello che fa le spaccate sulla Streif e che potrebbe fare il colpaccio in discesa.
Velocità e brivido, il suo pane quotidiano, come ha raccontato la giornalista Rai Ivana Vaccari nella presentazione dell’autobiografia «Primi e centesimi» scritta dall’ampezzano. Ma non solo. Il leader degli azzurri-jet è amatissimo per la sua simpatia e il suo carisma e a lui si chiede l’ennesimo miracolo. A Giorgio Rocca spetterà il ruolo più difficile, quello del capitano, dell’uomo forte, dell’uomo immagine che deve far sognare l’Italia.
Come negli anni di Deborah Compagnoni e Alberto Tomba. Compito ingrato che il carabiniere di Livigno affronta con calma e serenità: «Cerco di non pensarci. Ho disputato una splendida stagione. Lo slalom di Schladming (quello dell’errore finale) è dimenticato. So di essere forte».
A far gli onori di casa ci sarà Daniela Ceccarelli che sulla pista di casa - è romana ma vive con il marito a Cesana - sarà chiamata a difendere l'oro Olimpico conquistato ai Giochi di Salt Lake City. Il Piemonte scenderà in campo anche con Camilla Borsotti, la baby del gruppo, la new entry che compirà diciotto anni giovedì.
Nata a Lanzo, è emigrata a Bardonecchia (è tesserata per lo sci club) per inseguire il sogno del circo bianco. Ce l’ha fatta anche grazie all’aiuto dei genitori (la mamma, Luisa Sciaccaluga è un’ex azzurra e il padre Dario, maestro di sci, è il suo manager) e ora dividerà i pali e le discese con un’altra giovanissima, Wendy Siorpaes, di Cortina, e le sorelle terribili Nadia ed Elena Fanchini. Flavio Roda per la Nazionale delle donne ha scelto il ricambio generazionale.
Dopo il ritiro di Isolde Kostner - in dolce attesa - il dt ha puntato sulla linea verde. Il Piemonte seguirà con orgoglio qeusta giovane che ha raggiunto la meta con sacrificio e tenacia.
Sforzi ricompensati quando ieri il telefono è squillato e dall’altra parte del filo c’era Roda: «Camilla, vai alle Olimpiadi». Chissà che non si riveli la più splendida delle sorprese, come accadde alla Ceccarelli nel 2002 sulle nevi americane.