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Torino 2006
 PATTINAGGIO DI VELOCITA'

IMPRESA AZZURRA NEI QUARTI DI FINALE: ELIMINATI I SANTONI USA GRAZIE A UNA PROVA DI GRUPPO E A UN SEGRETO MUSICALE

Full metal ghiaccio

Fabris: «Prima della gara suono i Metallica, così troviamo la vera sintonia, quella mancata agli americani». Anche Coe Polo e le ragazze svedesi del curling usano lo stesso sistema. Il risultato? Vincono

16/2/2006
Giulia Zonca



TORINO. Il ghiaccio olimpico è aggressivo e cattivo, heavy metal, sciupato da gente che spinge sui pattini a 60 all'ora con la lingua di fuori, tipo Del Piero quando segna solo che sulla pista lunga la lingua la tengono fuori anche per 3200 metri.
Franceschini
Nicola Franceschini

Come ieri nell'inseguimento a squadre, disciplina esordiente, sperimentata a Torino giusto in tempo per il record olimpico dell'Italia: 3’43”64. Facile abbassare il cronometro dei Giochi quando il solo parametro sono batterie corse un'ora prima (il record del mondo è 3’39”69), però farlo contro l'America è diverso. Pesante, heavy.

Fabris e il suo gruppo metallaro hanno stracciato Chad Hedrick e una banda di solisti nei quarti di finale, oggi bisogna battere l'Olanda per arrivare fino in fondo. Sono i più forti, un Paese di 20 mila pattinatori contro uno di 80 e Fabris ha una sola tattica: «Sintonia, stiamo uniti è così che abbiamo battuto gli Usa». Si è fatto portare la chitarra dal padre, è nella stanza del villaggio e ci strimpella sopra i Metallica.

«Un po' ripetitivo come repertorio, ma gli andiamo dietro, siamo abituati a rilassarci così, a far passare il tempo e prima di una gara del genere ce ne sarà bisogno», Stefano Donagrandi ci ride su e imita la schitarrata con le dita. Le squadre di inseguimento sono fatte da tre pattinatori, lui ha corso la batteria. Era previsto come titolare anche dopo, ma ha avuto una piccola contrattura alla coscia e dovrà lavorarci su prima di sapere se è pronto per l'anello gelato.

Lavoro e musica, Donagrandi è l'unico del team che non suona, il resto della band va di piano e chitarre, la musica la decide Fabris, solo Metallica.

Del resto è lui che tira per il 50 per cento della corsa, gli altri due si spartiscono il resto. Nei quarti vinti in rimonta si sono divisi il lavoro Ippolito Sanfratello e Matteo Anesi, mentre Ermanno Ioriatti è rimasto in panchina anche se è quello che suona meglio, ha una sua band e supporta quella che si è creata in ritiro: «Guarda gli americani, ognuno per conto suo e sono fuori, noi giochiamo per la finale».

Chad Hedrick ha già chiuso la sfida delle 5 medaglie, Shani Davis ha cambiato spartito, si è tolto dalla squadra e l'ha lasciato solo. Solo contro un gruppo pesantissimo che prima di liberare le lame si pompa nelle orecchie decibel distorti. All'Italia della pista lunga mancano solo le borchie e le tute in pelle, le ragazze del curling svedese invece si sono messe anche quelle.

Sono la squadra da battere, campionesse del mondo in carica, le prime ad aver bloccato l'auditel italiano sulle bocce invernali e pure loro graffiano il ghiaccio con le chitarre elettriche. Ieri hanno battuto le inglesi, oro olimpico a Salt Lake City. Sono gemellate con gli Hammerfall, gruppo metal che gioca con il freddo. Il nome lo stampano in caratteri gotici, con le stalattiti che scendono dalle lettere, le copertine dei dischi sono patinate di brina e la band ha girato un video con la squadra di curling svedese.

«Hearts of fire» è una partita tra rocchettari rivestiti di piercing e le atlete del curling in tute di pile nere e gialle da ape maia. A ogni lancio i ruoli si mescolano: i rocker si agitano pizzicando gli scopettoni, le ragazze lanciano con la chitarra sulla schiena, davanti una che spazzetta e dietro scivola la batteria, sull'ultima botta di rumore, la squadra ha i capelli per aria e i giubboti a frange. Pronte a salire su una Harley Davidson. L'hanno girato a inizio gennaio, è costato 2500 dollari e serve da colonna sonora alla caccia alla medaglia.

La canzone fa parte di un vecchio album e la clip è stata girata per «lanciare le ragazze all'oro», in Svezia la vogliono tutti. E' stato inciso un nuovo singolo e in copertina c'è il nome del gruppo frizzato con le curler borchiate. Coe Polo, titolare della squadra di curling Usa, ha contaminato il genere. Il padre aveva un gruppo hard rock, lui è passato al country punk, sempre note pestate, psichedeliche, adatte a un'Olimpiade della neve. Tobias Angerer va sugli sci di fondo e si allena con i Korn, i System, i Soulfy, con il metallo.

Fa pure il dj, solo serate a tema, solo musica amplificata e distorta, e Danny Kass scende sulla tavola dell'half pipe solo con le orecchie invase di chitarre metalliche. A Salt Lake City ha vinto un argento e gli hanno chiesto: come riesci con quella musica? A Torino altro argento e risposta: riesco solo con quella musica.

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