LA KOSTNER NON E' FRA LE FAVORITE MA GLI OCCHI SONO TUTTI PUNTATI SU DI LEI
Carolina e le manga girls
Come le eroine di un cartoon del Sol Levante hanno soprannomi e mosse a sorpresa
21/2/2006
Giulia Zonca
TORINO. Inseguita dalle Charlie's Angels giapponesi, Carolina Kostner è al centro dell'attenzione e anche del mirino. Oggi inizia la sua Olimpiade con il programma corto e aspettano tutti lei. Non solo gli italiani, anche il resto del pubblico che ha sentito parlare della ragazzina con le gambe lunghe. Anche le avversarie.
Carolina Kostner
Irina Slutskaya rispetta il talento dell'italiana e va avanti dritta verso un oro che sente suo, Sasha Cohen è convinta di essere la più forte, da brava americana addenta la gara con le classifiche e i piazzamenti.
Numeri per dimostrare che merita il primo posto e dietro si sgomita. Le giapponesi più degli altri, sanno che la zarina sta in un mondo suo fatto di trottole infinite e puntano ai due gradini che restano, vogliono scalzare la reginetta di casa. Fumie Suguri, la veterana con la faccia lunga, l'unica che ha battuto il baby fenomeno Mao Asada rimasta a casa per limiti di età, ha appena compiuto 15 anni.
Shizuka Arakawa, campionessa del mondo 2004, dice di disegnare storie sul ghiaccio, cucina piatti piccanti e si porta sempre dietro un computer Mac, tascabile, con cui risponde alle «centinaia di mail che ricevo ogni giorno».
Miki Ando, il folletto soprannominato angelo dal suo sito ufficiale per la pattinata celestiale. E' l'unica donna che ha eseguito un quadruplo salchow. Una bimba che si avvita come nessuno. Le tre sono molto legate e il Giappone intero le spinge per risollevare l'orgoglio nipponico.
Una squadra alla sbando e un popolo in astinenza da successi.
Sono arrivati in 240, 113 atleti e 127 dirigenti. La stampa si è presa 7 uffici al Media center, hanno appeso fuori le bandierine di plastica e distribuito spillette ma non hanno portato a casa medaglie. Il team è stato stravolto il giorno prima dell'Olimpiade, a casa due speedskater dentro il bob a due.
Liste rimpastate con lacrime di supplica, uno dei pattinatori, tagliati per un cambio improvviso dei sistemi di ingresso era già sull'aereo per Torino quando sono cambiate le classifiche. E’ arrivato e si è accorto di essere fuori.
La delegazione giapponese è partita con questo psicodramma e non si è più ripresa. Hanno puntato sul ghiaccio veloce senza raccattare nulla e ora caricano le Charlie's Angels, i tre angeli della figura, unico riscatto possibile. Sono forti, stanno tutte nei primi posti del ranking mondiale, saltano come grilli e sono motivate da una nazione. Suguri è a fine carriera, è finita quinta a Salt Lake City e pensava di smettere. Allenamenti troppo pesanti e vita stretta intorno ai lacci dei pattini.
Chiudere con due bronzi mondiali non era poi male, solo che le altre due l'hanno convinta a insistere. Il trio nippo voleva stare compatto. Lei è rimasta, ha rimesso nel cassetto la laurea in scienze sociali e continuato a provare. Punta sulle combinazioni triple.
La piccola Ando invece, 18 anni scarsi, vuole stupire il mondo e fregare tutti con quattro giravolte per aria. Il colpo le è riuscito ai campionati juniores di tre anni fa, poi non l'ha più riproposto ma ci ha lavorato sopra e lo userà tipo mossa segreta. Si allena con Heiss Jenkins nei sobborghi di Cleveland, Lakewood un posto che dice di non conoscere troppo perché frequenta solo la palestra.
Domenica mattina ha provato le sue piroette al Palavela, un quadruplo le è riuscito anche se è planata un po' sbilenca e ha mosso molto ghiaccio prima di riprendere equilibrio. E' un tipo vispo, in conferenza stampa rispondeva a macchinetta solo che qualcuno le ha chiesto del padre, morto da un paio di anni, e lei è crollata. E' scivolata sulla sedia fin quasi a sparire sotto il tavolo e si è messa a piangere. Singhiozzi amplificati dal silenzio.
L'ha salvata uno degli angeli nippo, Arakawa ha preso la parola per raccontare i suoi obiettivi: «argento come minimo». Della Kostner hanno detto solo che ha un grande talento, ma è chiaro che se tutte sono certe di portare a casa medaglie non la considerano vincente.
Il capodelegazione giapponese, Hiroshi Takeuchi invoca: «Ci vorrebbe un podio tutto nostro, ci tireremmo su, siamo molto depressi per come stanno andando le cose».
Carolina si concentra sulla musica di Mission (la colonna sonora firmata da Ennio Morricone) che l'accompagnerà stasera, Irina Slutskaya aggiunge doppi a tripli nei suoi allenamenti davanti alle bandiere italiane.
Il tifo russo al mattino presto latita. E' arrivata sabato scorso e subito le hanno perso la valigia. «Siamo a casa della Kostner», ha sorriso lei. Scherzava, in pista farà sul serio.