Pace fatta nella coppia italiana dopo la grande prova che vale il sesto posto.
20/2/2006
L'oro è andato ai russi Tatiana Navka e Roman Kostomarov nel pattinaggio di figura. L'argento agli americani Tanith Belbin e Benjamin Agosto e il bronzo agli ucraini Elena Grushina e Ruslan Goncharov.
Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio
Sesto posto per Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio con 183,46 punti. «Oggi è stata un'impresa, peccato la cattiveria di ieri», ha commentato dopo l'esibizione la Fusar Poli.
E, al Palavela, è stata una vera e propria standing ovation al termine del programma libero di pattinaggio di figura. Un lungo applauso ha salutato la coppia azzurra che, dopo la caduta di ieri, ha compromesso la gara e la possibilità di concorrere per una medaglia d'oro.
Impeccabile la prova di questa sera che ha riscattato l'onore di Barbara e Maurizio. Barbara Fusar Poli al termine della prova è scoppiata in un pianto liberatorio, i due si sono abbracciati a lungo e al termine Margaglio ha gridato alle telecamere della Rai, «Noi siamo così».
Il riferimento è ovviamente alla differenza tra la bella prova di oggi e quella drammatica di ieri. Ricordiamo, infatti, che nell'originale i due azzurri erano caduti all'ultimo sollevamento.
D'obbligo il riferimento allo sguardo di ghiaccio di ieri sera. «Quello sguardo? era sfiducia...» ha confessato Barbara Fusar Poli, seduta al fianco di Maurizio Margaglio, ricordando le sensazioni provate ieri al termine dell'esercizio rovinato dalla caduta che aveva relegato la coppia al settimo posto.
La Fusar Poli ha aggiunto: «abbiamo sbagliato e come è giusto abbiamo pagato. Forse un pò troppo, magari qualcuno ha preferito allontanarci il più possibile dal podio». D'altronde, «E' stata dura tornare in pista dopo appena 24 ore, dopo una notte senza dormire, ma volevamo lasciare una nostra impronta su questa Olimpiade», ha continuato Maurizio Margaglio. «Ci siamo sin dal filmato di presentazione della candidatura - prosegue - Ci e' dispiaciuto per ieri sera perche' sapevamo di avere tutto in regola per ottenere il primo posto, ma noi siamo cosi', combattivi fino all'ultimo, niente ci piega».
Dunque, se «Il primo giorno abbiamo fatto impazzire tutti: tornare dopo 4 anni e vincere cosi' l'obbligatorio era un segnale di forza, da quel momento, pero', c'e' stata grande pressione da tutte le parti». Non si sono dimenticati di nessuno al punto che alla fine hanno affermato: «Un grazie anche ai volontari che ci sono stati sempre vicini, un grazie a tutta l'Italia».