PATTINAGGIO ARTISTICO TRIONFALE RIENTRO DI FUSAR POLI E MARGAGLIO, SUBITO IN TESTA SULLE NOTE DEL RAVENSBURGER WALTZ
Valzer Azzurro
18/2/2006
Giulia Zonca
TORINO. Rientrare con il valzerone quando non ti aspettano più. «Zum pa pa zum pa pa zum» e gli esperti che guardano altrove, scommettono su podi senza Fusar Poli e Margaglio, li considerano nomi tornati per girare davanti agli applausi di casa. E invece loro hanno tutto il coraggio che è mancato a Salt Lake City, primi dopo gli obbligatori. Barbara si presenta in rosa pesca, lustrini d'oro e schiena nuda, le altre favorite in bianco docile. Facile.
Tatiana Navka l'ennesima russa venuta per vincere, Margarita Dobiazko
Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio
lituana rientrata anche lei dopo 4 anni ed Elena Grushina, un'ucraina con gli occhi da gatta, le ragazze dell'est vanno sul sicuro. La fiera del bianco e dei fermagli da signore per bene su capelli e cinture. Barbara Fusar Poli osa, gioca a strafare. Si è legata un fiore di stoffa colorata al collo, carica, libera, sfida l'eleganza pacata delle colleghe e frusta i dubbiosi: «Dedico questo primo posto, per quanto parziale, a tutti quelli che ci hano sostenuto e a tutti quelli che non hanno creduto in noi. E sono molti di più, davvero molti di più. Vorrei vederli ora».
Ancora sulle lame, con la felpa Italia a coprire il costume e il fiatone, la coppia azzurra calcola il punteggio: 38.78, mezzo punto abbondante più dei russi Navka-Kostomarov, tre volte campioni del mondo e tre volte campioni d'Europa. Qui conta essere campioni d'Italia. «Abbiamo capito subito di essere in serata, è bastato toccare il ghiaccio, guardarci...». Maurizio Margaglio ha detto «si va», lei ha annuito. Dopo aver sentito la gente hanno ripetuto insieme: «Non ci fermano più. Non sembra nemmeno di essersi ritirati in una sera così, è come se non fosse passato neanche un secondo».
Invece sono passati 4 anni, personal best 0, perché i ragazzi non hanno mai partecipato a una gara internazionale da quando ci sono i nuovi punteggi. Unica uscita i campionati italiani vinti a Sesto San Giovanni, dietro casa loro, come fosse un allenamento qualsiasi con degli amici intorno. Viaggiano senza parametri, troppo veloci per cercare confronti, tanto che Tatiana Navka riesce solo a dire: «Ai primi posti ci sono due mamme, io e Barbara e non è facile tornare sul ghiaccio». Domani la danza latino-americana, «la nostra preferita, uno dei motivi per cui abbiamo scelto di competere ancora».
Tra due giorni ultima prova sulla colonna sonora del Principe d'Egitto: «E' un programma difficile ma ci esalta, come questo pubblico che è incredibile. Siamo rientrati per sentirli ma non pensavamo sarebbe stato tanto intenso». C'è chi non vuole neanche considerarlo uno sport questo «zum pa pa», il Ravensburger Waltz che si ripete 24 volte e non finisce mai. Lo staccano di colpo appena la coppia ha finito di eseguire i fondamentali e solo i migliori sanno trovare una via d'uscita. La danza è l'unica gara del pattinaggio artistico che ha tre prove e nella prima per farti notare devi darti da fare. Lo «zum pa pa» asfalta tutto.
Una coppia canadese si bacia persino tra un giro e l'altro, prova a strappare un'emozione. Poi c'è un momento in cui finalmente il silenzio copre il valzerone: Barbara Fusar Poli e Fabrizio Margaglio sono di nuovo in pista. Vogliono una medaglia, neppure una qualsiasi. Per perderla devono oltrepassare una serata zuccherosa di inchini, paillettes e giravolte fuori moda. La buttano sul romantico, lui cavaliere se la porta a spasso, si fa mezzo giro con Barbara in braccio, chiude sostenendola.
Due sollevamenti e molta classe. Non hanno i salti come le coppie di artistico, hanno scelto uno sport che si dibatte per rimanere tale che esordisce alle Olimpiadi con una musica d'altri tempi, galenterie e «zum pa pa», trucco pesante e nemmeno un doppio axel a disposizione. Alla gente importa poco, urlano «I-ta-lia», chiamano Maurizio e Barbara da una curva, «Let's dance», qui si balla il melenso valzerone da Gattopardo. Adatto ai sogni d'oro.