LE ORIGINI In principio era hot dog Il freestyle nasce circa 40 anni fa, come sci acrobatico: si chiamava hot dog. Il suo ideatore è Stein Eriksen, norvegese a fine di una grande carriera come slalomista, si trasferisce Stati Uniti. Qui concepisce una disciplina che punta sulla spettacolarità, una nuova forma di sci che sappia attrarre i giovani americani, ancora lontani dalle piste. In Europa, il freestyle tarda a essere concepito come disciplina: solo nei anni Settanta entra nella cultura degli sport invernali.
IL FENOMENO Dallo Utah il signore delle gobbe A tre anni aveva già gli sci ai piedi. Nathan Roberts, nato a Salt Lake City nel 1982, ha dominato le ultime stagioni di Coppa del Mondo nella specialità moguls (gobbe). Nella stagione 2002/2003 è ventottesimo in classifica. L'anno dopo, a Madonna di Campiglio, sale sul più alto gradino del podio, per ritornarci la scorsa stagione. Al campione dello Utah, manca solo l'affermazione olimpica.
I SUCCESSI I vincitori di Ruka Si sono conclusi lo scorso marzo a Ruka, Finlandia, gli ultimi Campionati del Mondo di freestyle. Nelle gobbe, dominio a stelle e strisce: fra gli uomini ha vinto Nathan Roberts mentre fra le donne la migliore è stata Hannah Kearney. Dodicesimo posto per l'azzurra Mariangela Parravicini alla sua prima partecipazione iridata e diciannovesimo per Mattia Pegorari. Nei salti, i titoli sono andati al canadese Steve Omischl e alla cinese Nina Li.
ALLE OLIMPIADI Una disciplina giovane Nel 1992 ad Albertville, debutta la specialità maschile e femminile delle gobbe. Sul gradino più alto del podio il francese Edgar Grospiron e la statunitense Donna Weinbrecht. La specialità dei salti esordisce a Nagano. Sulle nevi giapponesi i vincitori sono l'uzbeca Lina Tcherjazova e lo svizzero Andreas Schoenbaechler. Il miglior piazzamento italiano è il decimo posto, specialità gobbe, per l'azzurra Silvia Marciandi a Lillehammer.