FINLANDIA KO NONOSTANTE LA PRESENZA DELLA PRESIDENTE HANOLEN, LE GIUBBE ROSSE DOMINANO LA FINALE
Il curling è del Canada, noi li avevamo battuti
La vittoria nordamericana (10-4) fa sorridere anche l’Italia
25/2/2006
Massimo Numa
PINEROLO. I tifosi canadesi se ne stanno zitti per un bel po’.
Saggiano l’atmosfera, studiano i giocatori finnici che, almeno all’inizio, sembrano tener testa ai favoriti di sempre.
Shannon Kleibrink, skip of Canada, e Christine Keshen
La presidente della Finlandia, quella Tarja Hanolen, circondata dalla sua bonaria security, sventola ogni tanto la bandiera (ricordate? Fu oggetto, in un memorabile convegno della Cee a Parma, anno 2003, delle attenzioni galanti di Silvio Berlusconi), sorride spesso e alla fine si complimenta lo stesso con i «suoi» campioni.
Ma è solo verso la fine, quando ormai la vittoria è saldamente in pugno al team canadese che anche la scaramanzia va a farsi benedire. E vai con le «ola», i cori, con l’assalto finale ai giocatori che sfilano sotto la tribuna dei supporters più caldi, con i berretti più strani, le campane e i palloncini da far esplodere. Entusiasmo alle stelle.
Ci si abbraccia e ci si bacia, coinvolgendo anche i ragazzi del Toroc, ormai gli unici veri esperti di curling, qui ai Giochi e in tutta Italia.
Nota simpatica: alla fine, strette di mano e sorrisi con gli avversari, applauditi a loro volta da tutto il pubblico del Palacurling, ieri completamente esaurito per la doppia finale. Al mattino, infatti, gli Usa avevano battuto gli inglesi per una sola lunghezza. Ma il Canada ha vinto bene: 10-4, lo score finale. Gli esperti spiegano compunti che i valori in campo erano troppo diversi: volenterosa la Finlandia, galattico il Canada, già vincitore dell’argento a Salt Lake City.
E’ pur vero che nelle tribuna domina il rosso-bianco, tra rare macchie azzurre, ma la partita parte sotto tono. Gli aficionados osservano e sentenziano: «Troppo nervosi, troppa emozione. Ma sulla distanza...». Infatti i «best curlers» del Canada, fatalmente sostenuti anche dal pubblico italiano, adesso ci esaltano ancora di più. Ricordiamoci che i nostri azzurri, nelle qualificazioni, riuscirono a batterli, loro i più forti del pianeta, noi in fondo alle classifiche internazionali.
La storia del match è semplice: nel primo end, con due stone piazzate nella house, la Finlandia esordisce con un breve e insperato vantaggio. Niente panico sulle tribune, anzi. Poi, nel secondo spunta fuori il compasso per individuare la stone che aveva fatto il punto. Giusto il tempo di vedere comparire l’1-1 sul display e il tifo accenna, per i compassati parametri del curling, a scatenarsi. Sino al sesto end, si viaggia su un sostanziale equilibrio.
I canadesi, si vede, cercano il colpo del ko, ma fortuna, effetto e rimbalzi proteggono i finlandesi che, a un certo punto, sembrano guardarsi increduli l’uno con l’altro: «Vuoi vedere che ce la facciamo?». I primi scricchioli di un sogno impossibile compaiono alla fine del quinto end, quando il risultato era «solo» di 4 a 3 per il Canada.
Il cappotto, brutale e improvviso, mentre i finnici studiano traiettorie millimetriche, arriva come un fulmine: il Canada guadagna 6 punti e si porta sul 10 a 3. Il settimo end serve ai ragazzi della Finlandia per superare lo choc e a tentare di ritornare sulla terra. Le ultime alchimie, le ultime tattiche finiscono malinconicamente all’ottavo. Inutile proseguire, nonostante il punto segnato.
Lungo applauso di tutto il Palacurling per Russ Howard, l’olimpionico più anziano nella storia dei Giochi. Howard, 50 anni, ha cancellato il primato dell’americano Jay O’Brien che nel 1932, a Lake Placid, trionfò nel bob a 4 all'età di 48 anni e 357 giorni. Eppure il team argento nel 2002 di Kevin Martin si è completamente rinnovato. Howard a parte, gli altri sono giovanissimi. Sono lo skip Brad Gushue, terzo Mark Nichols, secondo Russ Howard e lead Jam Korab, l’eroe della giornata.