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Torino 2006
CRONACHE

A Torino l'oro più bello

I complimenti del Cio: che bei Giochi

26/2/2006


Ha vinto la citta'. Sul podio piu' alto dell'Olimpiade che si chiude sale senz'altro Torino. Era la medaglia piu' difficile, quella tante volte messa in dubbio alla vigilia di una gara estenuante e che s'e' man mano colorata d'oro in vista del traguardo.
di centa
La gioia di Giorgio di Centa
allo Stadio Olimpico
durante la premiazione
nella cerimonia di chiusura


E con la citta' hanno vinto i suoi abitanti, usciti quasi subito dal clichet di scetticismo con cui venivano dipinti per vivere i Giochi, viverli davvero, insieme con gli atleti, con il mondo intero che e' venuto a Torino a celebrare l'Olimpiade. Per una festa grandiosa.

''Passion lives here'', recita lo slogan che campeggia ancora in rosso sui muri degli impianti e nei luoghi deputati delle celebrazioni, dalla Medal Plaza in Piazza Castello, a San Carlo, Porta Nuova, il Lingotto. E la passione ha vinto.

E' lungo, in una manifestazione di 16 giorni che ha assegnato 84 medaglie d'oro, l'elenco di coloro che rimarranno negli annali con l'etichetta di vincente. Ma tra i tanti c'e' chi la sua vittoria la potra' rivedere sempre viva negli anni, raccontata come simbolo dello sport e della determinazione umana, di quelle qualita' che fanno di un buono sportivo un campione vero.

Enrico Fabris, Giorgio Di Centa, i loro compagni dell' inseguimento del pattinaggio e della staffetta del fondo, Sanfratello, Anesi, Donagrandi, Piller Cottrer, Valbusa, Zorzi, il burbero slittinista Armin Zoeggeler: sono loro gli eroi azzurri in primo piano.

Qualcuno atteso e puntuale, come pochi hanno saputo fare in questa Olimpiade che ha visto cadere tante stelle. Come Armin il carabiniere bis dopo quattro anni e stasera alfiere dell'Italia che saluta.

Qualcuno uscito a sorpresa come un jolly a dare la patente di vincente in questi Giochi anche a uno sport come il pattinaggio di velocita' che il podio finora lo aveva soltanto visto da vicino con un campione, grande ma troppo solo, come Roberto Sigel.

Gli staffettisti del fondo sono quelli che hanno raccolto una delle medaglie emozionalmente piu' belle, per la sensazione di superiorita' sugli avversari che e' riuscita a dare con quel finale show di Zorzi, tanto solitario da potersi permettere di fermarsi.

Fabris e', in azzurro, l'uomo dei Giochi. Due ori e un bronzo lo mettono al top di un medagliere che alla vigilia l'Italia poteva soltanto sperare. Che Lello Pagnozzi, preveggente segretario generale del Coni aveva disegnato quasi al centesimo, anche se s'era tenuto basso sul numero degli ori. E' un vincente anche lui che, ormai, le frecce all'arco dello sport azzurro sa calcolarle con scientifica precisione nelle piu' diverse circostanze, dal caldo estivo di Atene alla neve di Torino.

Di Centa ha il privilegio che tocca a pochi e per la seconda volta ad appena due anni di distanza, dopo il trionfo di Baldini ad Atene, di ricevere il suo oro al centro dello stadio che aspetta la chiusura. Dalle mani della sorella per volonta' di jacques Rogge che fa volentieri uno strappo al cerimoniale del Cio.

Non tutti i vincenti della spedizione azzurra a questi XX Giochi invernali la loro avventura hanno potuto coronarla con l'oro. Ma come non considerare una vittoria, una grande vittoria, il bronzo di Gerda Weissensteiner, ancora a medaglia 12 anni dopo lo splendido oro nello slittino a Lillehammer. Alla sesta Olimpiade, in uno sport come il bob a due (in coppia con Jennifer Isacco) che ha dovuto imparare di nuovo da zero. Una impresa che resta nella storia.

E segnano la storia anche il bronzo della 4x5 km a Pragelato, la medaglia d'addio di una grande come Gabriella Paruzzi, o quello delle ragazze dello short track, biglietto da visita di una new entry giovanissima, Arianna Fontana, che ha ancora tanto tempo per regalare medaglie.

La galleria dei personaggi e delle storie che lasciano il segno sui Giochi di Torino e' ricca e colorata: Evgeni Plushenko, angelo del ghiaccio che ha mandato in visibilio il palavela piu' delle sue colleghe donne o degli artisti della danza, i fratelli Philipp e Simon Schoch, gli svizzeri oro e argento nel parallelo di snowboard, il tedesco Andre Lange, due volte oro nel bob, la canadese Cindy Klassen che ha emozionato anche Rogge con le sue cinque medaglie nel pattrinaggio, Katerina Neumannova e sua figlia Lucia accomunate nell'abbraccio dopo la vittoria della ceca nella 30 km..
Il curling che conquista la platea televisiva. La Germania in testa al medagliere (29 in totale, 11 d'oro). Kristina Smigun regina estone che ha detronizzato la norvegese Marit Bjorgen e si porta a casa due ori.
Benjamin Raich, l'austriaco che la pressione enorme dei tifosi del suo paese ha saputo trasformarla in spinta vincente, al contrario di Rocca portando a casa le due medaglie che il pronostico gli destinava, in gigante e in slalom.

Vincono i Giochi. Una edizione macchiata soltanto dall'ombra del doping che ha toccato la squadra austriaca. Dopo gli scandali prima, durante e dopo Salt Lake City, un segnale di ottimo auspicio verso l'appuntamento storico di Pechino, d'estate, appena tra due anni.

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