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L’EX FUORICLASSE BIANCONERO: TRENTA PUNTI DI PENALIZZAZIONE NON SONO MOLTO DIVERSI DA UNA RETROCESSIONE IN SERIE C

Platini: «Sentenza durissima, poveri noi»

«Stringiamoci intorno a John Elkann»

15/7/2006
di Roberto Beccantini



Michel Platini
Michel Platini
Platini, allora: due scudetti in meno, la serie B, 30 punti di penalizzazione.
«Trenta?».

Sì, trenta.
«Povera Juve».

Che sentenza ti aspettavi?
«Una sentenza dura. Ma questa è durissima».

Retrocesse e penalizzate anche Fiorentina e Lazio, penalizzato ma non retrocesso il Milan, che però perde il diritto alla Champions League.
«Evidentemente il marcio era diffuso. Non sono un giacobino, ma neppure uno che crede nelle favole e nel loro contrario: i complotti».

Verdetto giusto?
«Io i verdetti li rispetto tutti. Non è che abbia seguito molto il processo, ma chi ha sbagliato è giusto che paghi. E se la Juve ha sbagliato, è giusto che vada in B».

Il procuratore federale aveva chiesto addirittura la C.
«Una B a meno trenta non è che sia molto diversa. Pensavo che bastasse una stagione, per riemergere. Ce ne vorranno due, pazienza».

E adesso?
«Bisogna stringersi tutti attorno a John Elkann. La società ha bisogno di rifarsi un’immagine e inventarsi un futuro. Sono triste, molto triste. Ricordo però che quando arrivai a Torino, il Milan era in B. Risalì in A ed ebbe la forza di diventare una delle squadre più forti e più belle del mondo. Ricominciare daccapo: non resta altro. Coraggio».

Per Giraudo e Moggi hanno chiesto cinque anni e la radiazione.
«Cosa vuoi che ti dica. Li ho conosciuti, mi sembravano all’altezza del compito. Loro, Roberto Bettega. Ci si incontrava spesso. Ognuno aveva le sue idee, ma la squadra, sul campo, quella marciava fortissimo».

Quattro anni e sei mesi a Carraro.
«Mi spiace, per Franco. In ambito Fifa e Uefa è uno che si sbatteva per l’Italia. Punti di vista talvolta diversi, ma relazioni eccellenti».

Silvio Berlusconi vuole indietro due scudetti, Mancini reclama l’ultimo a nome e per conto dell’Inter.
«Dipendesse da me, non li assegnerei. Gli scudetti si vincono sul campo. Che gusto c’è a vincerli a tavolino? E poi il Milan, secondo, è coinvolto. E l’Inter, terza, è finita a una quindicina di punti. Non scherziamo. Meglio il buco nell’albo d’oro. Aiuterà a non dimenticare».

Berlusconi, sempre lui, ha invocato la moratoria.
«Moratoria? E perché mai?».

Per non ledere i diritti delle altre squadre: la Juve in trasferta riempie gli stadi.
«E allora? Proviamo a metterci nei panni dei tifosi che, sentenza alla mano, sarebbero stati, come dire, “truffati” dai raggiri scoperti. Non ne usciremmo mai».

E l’amnistia per meriti «mondiali»?
«Che cavolo c’entra la Coppa del Mondo? Sono due cose diverse, da tenere rigorosamente separate. Guai a fare di ogni erba un fascio. L’ho detto e lo ribadisco: coloro che si sono macchiati di reati così gravi, devono pagare».

Non era mai successo che gli arbitri fossero così massicciamente coinvolti.
«Voi italiani pensate troppo agli arbitri. Una vera e propria fissazione. L’arbitro fa parte del gioco e basta, volete mettervelo nella testa?».

Adesso, dalla Juve, ci sarà un fuggi fuggi generale.
«Non lo so. Ho letto che Del Piero resterà comunque. Altri se ne andranno. È la vita. Ne abbiamo parlato di recente: il valore della maglia, oggi, non è più quello dei miei tempi. Le tentazioni si sono moltiplicate».

Hanno scelto Deschamps...
«Lascia perdere. Parlare di allenatori proprio oggi, non scherzare».

Per un attimo, prova a immaginare la reazione, da lassù, dell’Avvocato e del dottor Umberto.
«Saranno rimasti stupefatti. La nostra Juve... In B... A meno trenta... Questione di un attimo. Poi, messaggi, segnali, incoraggiamenti: ragazzi, rimboccatevi le maniche. La storia siamo noi. È successo tutto, ma facciamo finta che non sia successo niente. Si ricomincia».

Bei tempi, i tempi di Boniperti...
«Altri tempi...»

Se fossi un tifoso, cosa faresti?
«Starei vicino alla squadra più di quanto non ci sia mai stato. È facile gonfiare il petto quando le cose vanno bene, è nei periodi di difficoltà che si vede il tifoso vero, quello che non molla mai e pensa più col cuore che alla classifica».

Michel, ti sento giù.
«Vorrei vedere un altro al posto mio. Forza Juve, sempre».

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