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14/10/2008 (7:13)
Cene e analisi di gruppo:
terapia anticrisi per il Toro
De Biasi è alla sua terza avventura sulla panchina granata
DOSSIER Qui Toro
Settimana cruciale: oggi faccia a faccia tra il tecnico e i giocatori
GIANLUCA ODDENINO
TORINO
Serve una terapia di gruppo al Toro, che non può fallire contro il Cagliari, e così l'inedita coppia di psicologi Cairo-De Biasi farà gli straordinari per la settimana più delicata ed importante del GDB III. Discorsi collettivi ed individuali del tecnico, la spinta del presidente che resterà vicino alla squadra tra domani e domenica, un confronto nello spogliatoio e il ritorno della cena collettiva sono gli elementi tradizionali ed innovativi su cui si basa la ripartenza del Torino. Soprattutto il ritorno di Cairo segna il momento particolare dei granata: il presidente ad inizio stagione aveva deciso di diradare le sue visite, un po' per impegni professionali ed un po' per far crescere le anime del suo Toro.

Adesso il momento è critico e così per "Papa Urbano" è di nuovo giunta l'ora di confessare i giocatori. Cairo sarà alla Sisport domani pomeriggio e già questo è un piccolo evento, visto che l'ultima visita torinese porta la data del 18 luglio, il giorno prima della partenza per Malles e nel mezzo delle difficoltà del calciomercato. Tre mesi dopo urge nuovamente la sua presenza, che verrà rafforzata molto probabilmente da una cena con tutta la squadra (l'ultima avvenne a fine novembre dello scorso anno, prima di Toro-Genoa, guarda caso per compattare ancor di più l'ambiente) e dalla sua presenza in ritiro prima del Cagliari. Un modo di agire quasi paternalistico, ma soprattutto un rito apprezzato dalla vecchia guardia.

La disponibilità al dialogo ha permesso di creare un clima di fiducia reciproca e proprio sulla voglia di uscire insieme dalle difficoltà Gianni De Biasi punterà forte questa mattina alla ripresa degli allenamenti. Un confronto pubblico prima di scendere in campo (e poi privato per chi ha necessità di affrontare questioni più personali) per fissare i paletti di questa settimana decisiva e dare il giusto orientamento al lavoro quotidiano. Niente partitella del giovedì per evitare altri problemi fisici (c'è sempre l'emergenza a centrocampo) e dispendi di energie, ma sedute mattutine e poi rifiniture a porte chiuse per trovare la giusta concentrazione ed allontanare pressioni nocive.

Il sistema per uscire dalla crisi non è troppo diverso da quello adottato da altre società. In effetti, nel calcio degli psicodrammi collettivi, va di moda il confronto ad oltranza piuttosto che lo strappo traumatico (e costoso). La Juventus, a pochi chilometri di distanza, ne sa qualcosa: Blanc e Secco si stanno adoperando per mediare tra Ranieri e il cosiddetto zoccolo duro (alias Del Piero). Il Milan ha addirittura codificato l'idea di terapia di gruppo, prova ne siano le ripetute audizioni di Ancelotti presso Galliani e le sollecite presenze di quest’ultimo agli allenamenti. Vicino al cuore e soprattutto agli umori dello spogliatoio. Quanto a De Biasi, già innovatore di suo con le formazioni autodafè, sembra ispirarsi più a Mourinho che a Prandelli. Quest’ultimo ha denunciato in pubblico le beghe interne alla squadra, facendo storcere il naso a più di un giocatore. Il portoghese è speciale soprattutto nel coprire il gruppo, avendo tra l’altro un Ego che glielo permette.

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