9/10/2008 (10:40)
- AL VIA IL CAMPIONATO PRIMAVERA
Scienza: "Faremo di tutto per qualificarci alle fasi finali"
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| L'allenatore della Primavera Beppe Scienza
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Quella granata è una squadra eterogenea per età: in rosa elementi del 1989, ma anche del ‘92
MAURIZIO TERNAVASIO
TORINO
«L’obiettivo è lottare sino all’ultimo per cercare di cogliere quella qualificazione alle fasi finali che lo scorso ci è sfuggita per un soffio. Certo, non sarà facile anche perchè nel campionato Primavera è importante, specie per il morale, partire con il piede giusto, e noi all’inizio abbiamo un calendario proibitivo».
Beppe Scienza, alla sua seconda stagione sulla panchina granata, è consapevole che anche quest’anno ci sarà da soffrire: «Dobbiamo mettere in mostra un gioco di buon livello affinché i ragazzi riescano a farsi notare. E se la crescita a livello individuale andrà di pari passo con quella della squadra, vorrà dire che nel corso della stagione potremmo toglierci delle belle soddisfazioni, e magari non soltanto in campionato».
La Primavera 2008/09 è formazione molto eterogenea per età. «Lo zoccolo duro è composto da sei-sette giocatori del 1989, tra cui il portiere Gomis e la punta ex Pro Vercelli Rolandone, a cui si sono aggiunti diversi elementi della Berretti e degli Allievi Nazionali: tra questi ultimi ci sono i figli d’arte Simone Benedetti e Gianmario Comi, entrambi del 1992, da febbraio aggregati in pianta stabile alla mia squadra. E’ una compagine che non ha grandi risorse fisiche ma veloce e propositiva: nel senso che cerca sempre di creare gioco in maniera coraggiosa a costo di rischiare qualcosa. Dobbiamo dimenticare le recenti cicatrici derivante dalla mancanza di risultati importanti: quello che conta è lavorare con serietà e tranquillità, anche perchè quello che guido è un gruppo che sa sempre dare il massimo, come è nella tradizione della società. Antonio Comi, che è il responsabile del settore giovanile, punta molto su questo aspetto».
Le avversarie a livello nazionale, ma anche quelle del girone, sembrano agguerrite. «Inter, Fiorentina e Milan, ma anche Chievo e Reggina, mi sembrano le più attrezzate. Nel nostro raggruppamento dovremo vedercela con le “solite” Sampdoria, Juventus e Genoa, senza peraltro trascurare Empoli e Piacenza: non conosco a fondo invece le nuove Sassuolo, Siena e Grosseto». Poche le interazioni con la prima squadra. «Può capitare che De Biasi chiami qualche mio ragazzo per le amichevoli, ma la cosa finisce lì. Per ora viaggiamo su due binari paralleli».
Come a tuo avviso è cambiata negli ultimi anni la categoria? «A me sembra che abbia perso qualcosa soprattutto a livello tecnico: è sempre più difficile trovare giovani giocatori italiani davvero in gamba. Eppure quello Primavera rimane un campionato bello e difficile, una via di mezzo, o meglio una sorta di cuscinetto, tra la serie A e il settore giovanile. Ci sono le dirette televisive e molte pressioni, ma non si riesce a farsi notare se non si vince: in definitiva spesso non basta lavorare sodo per farsi apprezzare», dice Scienza. «Purtroppo non si è mai pienamente al centro della propria realtà, bensì di supporto al sistema: in certi momenti, per l’arrivo dei fuori quota o per i prestiti alla prima squadra, si vivono periodi ibridi che non è facile fronteggiare. Si tratta comunque di un torneo estremamente formativo sia per gli allenatori che per i ragazzi a cui bisognerebbe forse pensare in maniera diversa. Sarebbe bello, ad esempio, se prima della partite di serie A si potesse assistere a qualche incontro del campionato Primavera: ciò contribuirebbe ad aumentare l’attenzione nei nostri confronti, ma anche sul sistema calcio nel suo complesso, in un momento in cui contano soltanto più le quattro-cinque formazioni più in vista della massima serie e la cadetteria sta ormai languendo: in televisione neanche più i gol della B, ci fanno vedere...».
LA SCHEDA DELL'ALLENATORE DELLA PRIMAVERA GRANATA
Nato a Domodossola il 14 ottobre 1966, da giocatore ha iniziato in C con l’Omegna, poi è passato al settore giovanile granata.
La sua carriera è stata all’insegna dei piccoli passi: cinque stagioni in C con Campania, Foggia e Catania, tre in B con Reggina e Reggiana, poi la A ancora con gli emiliani, il Torino e (a parte un campionato in cadetteria con Venezia) il Piacenza.
Poi, a 32 anni, il cammino inverso: cadetteria con i granata e il Cesena, C1 ancora con i romagnoli e il Castel di Sangro e infine C2 con la Pro Patria prima di appendere le scarpe al chiodo.
Da trainer prime esperienze con le giovanili di Pro Patria e Novara. Questa è la sua seconda stagione da allenatore della Primavera granata.