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8/10/2008 (7:25) - INTERVISTA
De Biasi: "Il Toro l'ho già salvato,
ma i tifosi si scordino la Uefa"
Gianni De Biasi ha esordito sulla panghina granata il 10 settembre 2005
DOSSIER Qui Toro
«Avanti con il tridente. Cairo? Di lui mi fido»
PAOLO BRUSORIO
TORINO
Cinque punti in sei partite: imputato De Biasi, si difenda.
«La situazione è meno tragica di quello che volete far credere. Risultati, gioco, condizione fisica: ho sentito e letto un sacco di esagerazioni».

La classifica non è un’opinione, però.
«Abbiamo perso con le squadre che stanno in testa al campionato. Non ci trovo nulla di scandaloso».

È il come che lascia perplessi.
«Non ci è girato un episodio a favore. L’Inter che è l’Inter, ha fatto tre tiri in porta e ha sbloccato una partita con l’autorete di Pisano. Con la Lazio abbiamo giocato un gran primo tempo e loro, sull’uno a zero, hanno trovato un gol incredibile. A Udine, una rete valida annullata e l’occasione di Amoruso. Ecco, questo è il modo in cui si è perso».

Il sistematico calo fisico e la facilità di squagliarsi del Toro alla prima difficoltà, però, non sono episodi.
«Abbiamo giocato otto partite in neanche 40 giorni, eliminato in Coppa Italia, e al 120° minuto, due squadre che l’anno prossimo saranno in serie A. Fisicamente non abbiamo alcun problema, ho confrontato i test di luglio con quelli di inizio settembre, ci sono giocatori come Abbruscato, Rosina e Zanetti tanto per fare dei nomi, che hanno migliorato notevolmente le prestazioni».

E allora, che cosa succede alla testa?
«Manca ancora un’identità e una fisionomia di gruppo. Al primo starnuto degli avversari andiamo in crisi».

Ha capito le ragioni?
«Soffrono l’ambiente provato da troppi anni negativi. Se non arrivano i risultati, le pressioni si fanno sentire subito».

Ma non succede solo qui. E poi, la rosa è praticamente nuova: che ne sanno del passato Saumel o Pratali, Bianchi o Dzemaili?
«Rispetto a Torino, giocare a Empoli o in Austria o in Inghilterra è un’altra faccenda. Se Gilardino a Milano soffriva e a Firenze fa sempre gol, un motivo ci sarà. O no?».

Dando per buona la diagnosi, qual è allora la cura?
«Ho bisogno di tempo per lavorare sulla testa dei giocatori. Alcuni di loro sono qui da poco più di un mese».

Proprio sicuro di riuscirci?
«Ho dato prova di quello che so fare. Ho salvato una volta il Toro che era morto. L’ho risalvato che era stramorto. Mi serve tempo per equilibrare le cose».

Ha capito dove arriverete?
«Sì. In una posizione che farà felice i tifosi. Ma se vogliono l’Uefa, se la possono scordare. Ci sono almeno dieci squadre più forti di noi».

Perché Catania, Siena, Lecce sono davanti al Toro?
«Aspettiamo la fine per giudicare».

Cairo dopo Udine: «Confermo De Biasi, però...».
«Cairo non mi deve confermare».

Mettiamola così, allora. Visti i precedenti, si fida di Cairo?
«Certo. Abbiamo imparato a conoscerci, c’è più dialogo e consapevolezza dei nostri ruoli».

Il presidente vuole un Toro più quadrato. Gli darà retta?
«Una volta giocate, delle partite si può dire tutto e il contrario di tutto».

Che fa, parla come Mourinho?
«Lasciamo perdere».

Va bene. Andrà avanti col tridente, allora?
«Buttar via quello che abbiamo fatto finora è assurdo».

Quindi andrà avanti?
«Sì. Salvo adattarmi, se servisse, all’avversario».

A Udine ha sostituito Abate con Abbruscato. E l’Udinese ha preso in mano il centrocampo. Lo rifarebbe?
«Certo. Abate era stanco e non teneva più la fascia. Cambiando modulo, volevo dare più freschezza alla squadra».

Rosina: come sta e come entra nel suo progetto?
«Il problema al ginocchio non è sparito. In più, causa il nuovo byte, ha dovuto rivedere tutto il suo schema motorio. Ha due settimane, dovrebbe recuperare. Rosina è importantissimo».

Dove lo farà giocare?
«Mi garantisce più soluzioni. Nel caso, anche il 4-4-2».

Lo conosce da oltre tre anni. Abbiamo già visto il meglio o può ancora progredire?
«Il miglior Rosina è quello che faceva palla al piede da metà campo alla porta. Rispetto alle qualità che ha, svolge un lavoro di quantità massiccio. Deve solo mettersi a posto fisicamente».

È contento di Rolando Bianchi?
«Con quello di domenica, avrebbe fatto tre gol. Non male. In estate ha fatto poco pallone e molto lavoro fisico, è ancora un po’ legnoso. Sarà pronto per il derby».

Il ginocchio di Dzemaili la preoccupa?
«Aspettiamo la ripresa degli allenamenti - oggi - per parlarne».

Soddisfatto dello svizzero?
«Ha qualità, ma è difficile da decifrare. Lo conosco meno di tutti».

Ma non l’ha voluto lei?
«Nemmeno Mourinho ha avuto tutti i giocatori che aveva chiesto».

Ranieri contestato: che effetto le fa?
«Mi dispiace. Lo conosco bene e mi dà fastidio vederlo lapidato in questo modo».
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