19/3/2010 (7:13)
- PRESE QUATTRO RETI: BIANCONERI ELIMINATI ANCHE DALL'EUROPA LEAGUE
Disfatta della Juve contro il Fulham
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| La delusione dei bianconeri, è svanita anche l'Europa League
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Non bastano il 3-1 dell'andata e
Trezeguet in gol. Dopo il Siena,
l'incredibile rimonta del Fulham
MARCO ANSALDO
INVIATO A LONDRA
La Juve va fuori dall'Europa di seconda scelta con una sconfitta per 4-1 uguale a quella che la escluse dall'Europa che conta: in Champions League contro il Bayern. Non comprendiamo perché l'Uefa non abbia pensato, ispirandosi alle «matrioske», ad una terza competizione in cui si riciclano ancora i riciclati ma è meglio che non l'abbia fatto e che le figuracce si chiudano qui senza il rischio che i bianconeri ne prendano 4 anche dalla settima del campionato spagnolo o dalla quinta di quello greco.
Basta. Non se ne può più di vedere infangato un nome che contava nel mondo mentre adesso esce nella derisione persino di uno stadiolo ai margini di ogni impero, com'è il Cotton Cottage di Londra. I cori contro Cannavaro, Melo e Zebina di cui sentiamo l'eco dai tifosi assiepati davanti agli spogliatoi hanno bersagli che pagano (spesso immeritatamente) lo sgradimento degli ultrà più che il comportamento in campo. Tuttavia la pressione è forte e non c'è chi possa sentirsi chiamato fuori dalle disfatte.
Al Fulham dicevano che era la partita più importante della loro storia perciò Mohamad Al Fayed, proprietario di Harrods e della squadra, ha fatto passerella e tra il pubblico c'era Hugh Grant, insieme alla colonia italiana in Inghilterra: Capello, Ancelotti e Mancini. Tutti la ricorderanno a lungo e speriamo lo facciano pure Blanc, Bettega (che facce in tribuna), Zaccheroni e questi giocatori sempre spaesati nonostante ci sia chi ha vinto un Mondiale e abbia sulle spalle decine di partite più problematiche di questa. Si può puntare l'indice sull'arbitro fiscalissimo sull'espulsione di Cannavaro dopo mezz'ora e fiscaletto sul mani di Diego da cui è venuto a inizio ripresa il rigore del 3-1 (qualche tecnico portoghese lamenterebbe un complotto), tuttavia contro un Fulham qualunque non si dovevano sprecare i due gol di vantaggio cui si è aggiunta, dopo neppure 2', la rete di Trezeguet, lesto a sfruttare un rimpallo dal limite dell'area. La strada verso i quarti era spianata, la colpa ciclopica della Juve è stata di non seguirla. Ha subìto il pareggio in 7', si è lasciata comprimere da una squadra che attaccava solo col lancio lungo per Bobby Zamora manco fosse la controfigura di Rooney. Eppure il giochino elementare mandava in crisi Cannavaro sbalzato sul gol e abbarbicato più volte all'inglesone (in un caso ci sarebbe stato il rigore) per la fatica di controllarlo. Gli altri rinculavano tremebondi. Ci chiediamo come sia possibile non soggiogare i Davies, i Duff, i Gera, i Konchesky e alzi la mano chi ne conosceva l'esistenza e chi ne saprà qualcosa tra due mesi. La Juve non può pensare che le partite durino 5', si segna al pronti via e l'arbitro fischia la fine. Non funziona così. Come con il Siena, il sogno di sistemare subito la partita con un gol si è ribaltato in un incubo con gli inglesi che su ogni palla alta sbiancavano il volto del povero Chimenti, sul quale non si possono scaricare le colpe e le ironie perché ha salvato la porta con un paio di interventi (soprattutto la punizione angolata di Zamora sull'1-1) e sui gol non ha grandi colpe, salvo sull'ultimo di Dempsey che ha azzeccato il tiro della vita ma lui era troppo fuori dai pali. È chiaro che quando Cannavaro si è aggrappato a Gera che gli sfuggiva, e si discuterà all'infinito se era una chiara occasione da gol, il match si è inerpicato su sentieri scoscesi. Eppure abbiamo visto squadre tenere benissimo il campo in 10: l'Inter dopo l'espulsione di Sneijder dominò il Milan nell'ultimo derby. Sono diventati paragoni irriverenti.
Zaccheroni ha tolto Candreva per Grygera ma non ha messo Iaquinta che gli sarebbe servito per il contropiede perché questa volta ha il mal di schiena e Del Piero è entrato a 5' dalla fine con Diego che gironzolava senza incidere (sul 4-1 il brasiliano non serviva Trezeguet cercando l'ennesima veronica e sprecando l'unica ipotesi di palla gol). Il Fulham esondava come fa talvolta il Tamigi che scorre lambendo il suo stadio. Lanci lunghi, palloni alti, adesso qualche incursione in più dal fondo. Al 38' gli inglesi centravano la traversa e subito dopo il palo, poi Gera realizzava il 2-1 su centro basso dalla sinistra dove Salihamidzic s'era perso mentre Grygera lo imitava al centro. Ad inizio ripresa arrivava il rigore per il 3-1 con Diego che teneva il braccio lontano dal corpo ma su un cross ravvicinato e con la Juve boccheggiante, esaurite le energie e diremmo la consapevolezza di poter resistere, la palombella angolata di Dempsey chiudeva ogni discorso. Restava soltanto il tempo per l'espulsione di Zabina per un calcetto a Duff. Fiscale pure quella, ma non ci si attacchi agli alibi.