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13/10/2008 (7:11) - RETROSCENA
"Torna a casa Giovinco"
Linea dura per il baby
Sebastian Giovinco, 21 anni
DOSSIER Qui Juve
Il richiamo di John Elkann: «Alla Juve siamo tutti uniti»
JACOPO D'ORSI
Alla Juve siamo tutti uniti». Arriva anche la voce di John Elkann, per spazzare le nuvole dall'orizzonte. La crisi c'è e si sente, la sconfitta di otto giorni fa con il Palermo ha lasciato il segno, come i tanti infortuni e gli scricchiolii dello spogliatoio, ma il messaggio è chiaro. Sarà arrivato anche a Sebastian Giovinco? Chissà. Il fatto è che la Formica Atomica, nonostante la squalifica, sarebbe partita volentieri in missione con l'Under 21, destinazione Israele, ma è stata fatta rientrare alla base. Permesso negato. I modi sono gentili come una carezza, ma per il baby la società ha scelto la linea dura. Il contrario di quanto accaduto con Buffon e Camoranesi, autorizzati a restare con l'Italia di Lippi fino a venerdì scorso nonostante i rispettivi acciacchi. Un «sì» pronunciato a mezza bocca, però, perché qualcuno nella stanza dei bottoni non aveva gradito la loro assenza nel momento più difficile e non è un caso che i due senatori siano rientrati un giorno prima del previsto. Sul tavolo poi ballava ancora il precedente di Trezeguet, che il 12 luglio volle partecipare a tutti i costi alla serata di gala per il decennale della vittoria Mondiale della Francia, a Saint Denis: pestò il prato per mezz'ora, sia pure a ritmi da esibizione, nonostante fosse infortunato.

Stavolta è arrivato un «No» deciso. Riavvolgiamo il nastro: sabato Giovinco gioca l'andata dei playoff di qualificazione a Euro 2009, ma ad Ancona la sua Under 21 non sfonda. Il piccolo eroe perde la pazienza e strappa il pallone dalle mani di un avversario per velocizzare una rimessa. Giallo. Era diffidato. La tagliola dell'arbitro Pereira Gomes gli nega il ritorno di mercoledì a Tel Aviv, destino condiviso da Marchisio e Dessena. «Sono stato un po' ingenuo – confida agli amici – però che fiscalità». Si addensano i sensi di colpa. E un desiderio prende forma, ad alta voce, in mixed zone: «So di non poter giocare, ma mi piacerebbe seguire i miei compagni anche in trasferta». Ecco la missione, non resta che chiedere l'autorizzazione per il decollo. Ma dalla torre di controllo bianconera gli rispondono: «Spiacenti, devi rientrare. Ti aspettiamo martedì a Vinovo». Le parole del team manager Pessotto lo convincono, la delusione resta. Del resto, anche il ds Secco era stato chiaro: «In questo momento c'è bisogno di tutti».

Così, da domani, Giovinco (come Marchisio) sarà a disposizione di Ranieri. Aggregato all'unità di crisi, disciplinato e in silenzio, perché la strada scelta per uscire dall'emergenza è la terapia di gruppo. Puntare i piedi sarebbe stata una scelta controproducente, specie nella settimana del rinnovo. «L'appuntamento resta fissato per venerdì 17 – conferma uno dei suoi agenti, Claudio Pasqualin –, alla faccia della scaramanzia ci sono le premesse per firmare un contratto importante». Fino al 2013, con ingaggio a crescere e di poco sotto i 750 mila euro a stagione, contro i 50 mila attuali. «L'idea è restare bianconero a vita ed emulare il suo idolo di sempre, Del Piero».
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