10/10/2008 (7:41)
- CON I PARLAMENTARI BIANCONERI UNA CENA RICCA DI SORPRESE
Cobolli: "Se Moratti si stufa
che futuro per l'Inter?"
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| I dirigenti bianconeri hanno incontrato alcuni parlamentari
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MULTIMEDIA |
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La Juve inconfessabile
GUGLIELMO BUCCHERI
ROMA
Quando si spengono le luci nella piccola sala congressi Capranichetta è passata la mezzanotte. Il Parlamento è là, a due passi, così come Palazzo Chigi. I sampietrini sono insidiosi, i ristoranti ancora aperti. «Abbiamo ottenuto le risposte che cercavamo...», è il passaparola fra la truppa di onorevoli e senatori che sgommano via. La Juventus è già lontana, i segreti degli ultimi rovesci bianconeri appaiono meno fumosi, almeno agli occhi di chi ha guardato in faccia per oltre tre ore i volti della società. Cosa è rimasto delle verità consegnate dai vertici bianconeri al club juventino di Montecitorio, il più attivo e numeroso fra quelli dedicati ai colori del calcio (ben 129 parlamentari)?
Nella notte il racconto si arricchisce di curiosità che spalancano le porte dello spogliatoio dell’Olimpico alle orecchie sensibili dei tifosi juventini di Camera e Senato. I presenti annotano e raccontano, sulla scena entrano Trezeguet, lo sfogo di Buffon, Giovinco e anche l’Inter. Poi, il microfono aperto dalle certezze di Ranieri («Qui nessuno rema contro...») si ferma sul tavolo.
Cominciando dalla fine, è Ibrahimovic a materializzarsi fra i tavoli dove fino a otto anni fa c’era una sala cinematografica. «Per restare con noi in B chiedeva 6 milioni di euro netti, 12 al lordo. L’anno dopo Ibrahimovic sarebbe arrivato al doppio netto, 24 milioni di euro lordi. La Juventus - ha spiegato Cobolli Gigli ai parlamentari - è un’azienda e come tale va gestita. L’Inter ha un mecenate, se un giorno dovesse stufarsi che futuro avrebbe?». Il pallone resta in attacco, da Ibra a Trezeguet. Ranieri risponde ad un affondo «onorevole»: «Ai miei centravanti farò vedere i dvd delle partite di David per mettere in evidenza come ci si comporta in fase difensiva. Trezeguet fa questi movimenti...», così il condottiero bianconero.
La sala è affollata, la cena già finita quando gli interrogativi si intrecciano. Ecco il capitolo Buffon con l’amarezza dei presenti per un infortunio a loro modo di vedere evitabile. «Prima della sfida con il Palermo - ha risposto Ranieri - mi ero raccomandato di fare meno passaggi possibile verso Buffon per i suoi noti problemi. All’intervallo è stato proprio Gigi a sfogarsi negli spogliatoi. “Questa maglia è pesante, ma prendetevi le vostre responsabilità”, ha detto ai compagni di difesa».
I numeri dello Juventus Club Montecitorio sembrano far invidia ai rivali perchè nella classifica dei parlamentari tifosi i bianconeri hanno nettamente la meglio. Cifre da capogiro, giurano gli onorevoli e senatori. Da far venire le vertigini come le magie di Giovinco. Ranieri è chiamato ancora una volta a prendere il microfono in mano. «Non è lui che deve aiutare me e la Juventus, ma tocca a noi farlo crescere e maturare. Il nostro è un campionato particolare, è facile bruciarsi. Penso a giocatori come Henry che una volta in Italia hanno incontrato molte difficoltà o a Pato, subito protagonista e, poi, in logica difficoltà. Io - la replica di Ranieri - non ho problemi a scommettere sui giovani, pensate a Zola...».
É tarda sera ormai. Dalla piccola sala congressi Capranichetta escono i parlamentari con il cuore juventino. «Siamo soddisfatti e grati alla Juventus per aver mantenuto fede ad un impegno preso in altri tempi», precisa Maurizio Paniz, presidente del club. Altri tempi in cui la truppa Ranieri si affacciava ad una stagione tutta da scoprire. «Per il campionato ci saremo fino alla fine, in Europa non lo so ci manca un fresco raffronto», passa e chiude il tecnico.