1/9/2008 (10:43)
- LA MEDAGLIA D'ORO A PECHINO HA 28 BATTITI AL MINUTO
Alex Schwazer, cuore da record
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| Il neocampione olimpico della 50 km di marcia Alex Schwazer nella gara di Vipiteno |
Il campione nei 50 km
di marcia si racconta
MONACO
Un corpo che corre, ma un cuore che va piano, sano e lontano. Alex Schwazer, oro olimpico nei 50 chilometri di marcia ai Giochi di Pechino 2008, ha 24 anni e al polso fa registrare 28 battiti al minuto. Praticamente un record, se si pensa che nelle persone sane la media è di circa 60 battiti al minuto e che Fausto Coppi, il "campionissimo" di ciclismo, non scendeva sotto i 40. Schwazer si racconta in occasione del Congresso annuale della Società europea di cardiologia (Esc), in corso a Monaco di Baviera. Uno studio internazionale coordinato dall’Italia e presentato al summit dimostra infatti che, nei cardiopatici ma anche nei sani, una frequenza cardiaca superiore ai 70 battiti al minuto è un fattore di rischio cardiovascolare come la pressione o il colesterolo alti. Grazie allo sport, insomma, Schwazer si candida a una vita lunga e piena di salute.
«Tutta la mia famiglia presenta una frequenza cardiaca piuttosto bassa - spiega il campione - Certo io, anche grazie all’allenamento, sono riuscito a ridurla a livelli davvero eccezionali». Utili per tagliare il traguardo staccando ogni rivale, ma anche per assicurarsi un’esistenza longeva. «Questo proprio non lo sapevo - ammette Schwazer - Dal punto di vista sportivo ovviamente ero a conoscenza che questa caratteristica mi permette un "vantaggio competitivo" rispetto ai miei avversari, soprattutto in una disciplina di resistenza come la mia. Ma non avevo mai pensato potesse essere anche un’alleata della mia salute», dice. E con orgoglio precisa: «A 28 battiti sto benissimo -assicura- ho invece grosse difficoltà quando raggiungo il valore massimo, che per me è 190. A questa soglia soffro parecchio e riesco a mantenere questi ritmi soltanto per brevissimi periodi».
L'atleta ai giovani: «Fate sport e riscoprire il gusto della fatica»
Schwazer ha nel petto un cuore "da podio" che sa anche commuoversi, come a fine gara hanno mostrato le sue lacrime di gioia e i messaggi lanciati a un amore lontano. Emozioni di un ’Superman’ di casa nostra, che riassume modesto la sua giornata tipo: «Mi alzo, faccio colazione, mi alleno, mangio. Nel pomeriggio un pò di riposo, poi di nuovo allenamento, cena e a letto presto». Perchè «non sono un tipo mondano». E anche adesso, dopo l’oro di Pechino, «la mia vita non cambia. Continuerò ad allenarmi - promette - con l’obiettivo di migliorarmi sempre, e di vincere la prossima competizione».
Schwazer eroe romantico, Schwazer buona forchetta. Dieta mediterranea o continentale? «Mangio qualsiasi cosa mi si metta davanti - confessa - Certo, però, la cucina italiana ha una marcia in più». Per chiudere, un consiglio a chi le Olimpiadi le guarda solo in tv: «Fate sport perchè fa bene, vi aiuta a tenere sotto controllo fattori di rischio come la frequenza, ma soprattutto perchè è bello. Anche i giovani dovrebbero ritrovare il gusto della fatica, che credo si sia un pò perso. L’atletica, ad esempio, è molto varia. Ognuno, a qualsiasi età, può trovare la disciplina che fa per lui e può divertirsi. L’importante è mettersi in gioco».