5/10/2008 (7:29)
- LA STORIA
L'omino Michelin, addio alla MotoGp
 |
| La famosa immagine dell'omino Michelin |
La casa francese lascia dopo trentacinque anni
ENRICO BIONDI
La decisione era nell’aria, ma ha avuto comunque un effetto dirompente: la Michelin lascia il Motomondiale, rinunciando a competere in un’asta con la Bridgestone e di fatto liberando il campo ai giapponesi come unico fornitore, dal 2009, della MotoGp. Un colpo di grazia al «Bibendum» che non è figlio soltanto dello spettacolare voltafaccia dello spagnolo Pedrosa a Indianapolis (complice la Honda), quanto soprattutto dell’addio a inizio 2008 di Valentino Rossi. «Con queste gomme non vado da nessuna parte, cambiamo» fu il diktat di Vale alla Yamaha. Che obbedì e passò alla concorrenza.
Un addio allo sport ai più alti livelli, quindi, visto che la Casa francese si era ritirata dalla Superbike nel 2003, dalla Formula 1 nel 2006 e dai Rally nel 2005. La notizia è arrivata direttamente da Didier Miraton, uno dei 3 massimi responsabili del gruppo, presente al salone dell’auto di Parigi. Miraton non è stato tenero con la Dorna, (organizzatrice del mondiale) che ha scelto il monogomma ed ha parlato chiaramente di «vergogna per lo sport. Per noi la competizione è un’altra cosa. Significa ogni tanto ridere per la vittoria, ogni tanto piangere per la sconfitta e poi lavorare per prendere la rivincita. È questo lo spirito di competizione» ha aggiunto sottolineando che la decisione non avrà alcun impatto negativo per il gruppo: «Consacreremo altrove le nostre risorse, la nostra ricerca. Partecipare ai campionati non è essenziale, il guaio è che questi non saranno più laboratori per elaborare nuove tecnologie. Peccato per la competizione, per chi resta in lizza e soprattutto per gli sportivi».
Fin qui Miraton: resta da vedere se i problemi non siano altri, causa i venti di recessione e la crisi mondiale dell’automobile che costringe a rivedere gli investimenti. Sta di fatto, però, che con l’addio della Michelin, scompaiono 35 anni di storia del motociclismo che hanno portato alla Casa francese, 36 titoli iridati (26 tra 500 e MotoGp) e 357 vittorie nei Gp. Una guerra senza esclusione di colpi che per anni ha visto i francesi combattere con Goodyear e Bridgestone (in Formula 1) e ancora con le coperture giapponesi nel Motomondiale. Quando Bridgestone ha spinto a fondo sulla ricerca, il potere Michelin ha cominciato a scricchiolare. Il tracollo inizia nel 2005: prima l’addio della Ducati, poi la figuraccia di Indianapolis (le vetture di F1 ritirate al via). Nel 2007 (moto) è la volta di Kawasaki, Suzuki e delle Honda di Fausto Gresini che voltano le spalle a Clermont-Ferrand. Il resto è storia recente: Valentino prima e Pedrosa dopo rompono il rapporto. La Michelin piegata dalla nuova moda del monogomma, quindi, ma incapace di reagire tecnicamente allo strapotere Bridgestone. Da lunedì 27, a Valencia, primi test 2009 con tutti i team che useranno lo stesso prodotto. Se sarà un passo indietro lo scopriremo presto.