29/9/2008 (7:8)
- INTERVISTA
Rossi: "Batto tutti fino al 2010
poi lancio il mio fratellino"
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| Valentino festeggia la vittoria insieme al fratellino Luca
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MULTIMEDIA |
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Valentino parla di Luca: «Mi auguro
che sia solo lui a fare meglio di me»
ENRICO BIONDI
DALL’INVIATO A MOTEGI
Valentino, possiamo definirla la vittoria della maturità?
«Sì, decisamente. Quando si hanno vent’anni la vita e lo sport si vivono quasi come un gioco. A 29 le cose cambiano».
Otto titoli sono tanti. Ma avrebbero potuto essere di più. Rimpianti?
«Beh, se guardo indietro, nel 2000, alla prima esperienza nella MotoGp, mi fossi impegnato un po’ di più probabilmente sarei riuscito a vincere all’esordio».
Tre Mondiali con la Honda, altrettanti con la Yamaha.
«Siamo pari, ma mi sento uomo Yamaha al 100%. L’atmosfera che c’è qui non la trovi da nessuna parte. Non lo nego: ho ricevuto tante offerte per cambiare aria. Mi voleva la Ducati, poi si è rifatta sotto di nuovo la Honda. Ho detto no a tutte e due, resto in Yamaha per altri due anni. Quando ne avrò 31 mi guarderò allo specchio e deciderò il mio futuro».
Nel 2004, dopo tre anni di vita facile con la Honda, la decisione di passare alla Yamaha. Mai avuto paura di aver fatto un errore?
«Sì, eccome. Avevo tanta paura di non poter più continuare a vincere. Per questo quel successo a fine stagione è stato qualcosa di grande, come la vittoria in Sud Africa, con quella lotta con Biaggi...».
Biaggi, Gibernau, Stoner, Pedrosa: 4 avversari e lei sempre vincente. Il segreto?
«La costanza di rendimento. Tra tutti penso che Gibernau sia stato quello emotivamente più debole. Gli altri sono o sono stati tutti forti, soprattutto Stoner che quest’anno ho battuto ma nel 2009 sarà ancora l’uomo da battere e durerà sino a quando non smetterò io».
Monogomma nel 2009: chi vincerà l’asta? Michelin o Bridgestone?
«Mi auguro Bridgestone. Se fosse il contrario magari i francesi mi danno delle gomme di ferro...».
Due anni senza vincere e la sensazione di non essere più imbattibile.
«Nel 2006 si scrisse che avevo la testa alla Ferrari e da altre parti. Forse era vero, perché l’occasione di passare in F1 l’ho avuta anche se in cuor mio avevo già deciso che sarei rimasto nel Motomondiale. Quell’anno gli errori sono stati tutti miei, pensavo di poter recuperare e invece mi sono accorto troppo tardi che stavo sbagliando. Ma proprio quegli errori e quelli commessi nel 2007 che tutti sapete non hanno fatto che rendermi più forte. Non sono rinato, sono il Valentino di sempre. Solo molto più forte e fin quando correrò voglio che i pioti dicano: "Cacchio, se voglio vincere debbo vedermela con Valentino"».
Ma c’è un altro Rossi all’orizzonte?
«Stoner e Pedrosa sono tipi tosti. La Yamaha un giovane che va forte ce l’ha già ed è Lorenzo. Ma in cuor mio spero che non ci sia un altro Valentino. Mi auguro che nessuno vinca come me. Per questo capisco cosa ha provato Agostini quando gli ho portato via il record a Misano. Potrei fare un’eccezione solo per mio fratello Luca. Ieri volevo portarlo sulla moto ma me l’hanno vietato per motivi di sicurezza. Pazienza. Magari lo aspetto, (ha 11 anni, ndr) per un anno gli faccio un c... così, poi lo lascio vincere».
Valentino, cosa dobbiamo ancora aspettarci da lei?
«Dopo una carriera così, corro solo per delle soddisfazioni personali: non devo dimostrare più nulla. Adoro fare questa vita, la gente mi vuole bene, le ragazze me la danno perché sono famoso (risata..., ndr). So che tutto ruota secondo la mia velocità in pista e io vedo di adeguarmi».
A proposito, la fidanzata?
«Bisognerebbe trovarne una giusta. A me avere una fidanzata ai Gp dà fastidio, mi fa perdere la concentrazione. Non penso che fidanzarmi possa migliorare la mia qualità della vita».