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MOTOMONDIALE
23/7/2008 (15:31)
Melandri e Ducati,
fine dell'avventura?
DOSSIER Moto Gp
Nel giro di qualche giorno si saprà se Gibernau prenderà il posto del centauro italiano
ROMA
«Questa settimana sarà decisiva per capire se potrò finire la stagione in sella alla mia Ducati o se ci sarà Gibernau al posto mio».

Così l’italiano della Ducati Marco Melandri sul diario del proprio sito ufficiale parlando della sua stagione decisamente negativa dopo il passaggio alla guida della rossa di Borgo Panigale. «Bè, io vorrei finire - continua Melandri - credo che in queste due ultime gare si sia fatto un passo avanti e se ne possano fare altri. In ogni caso devo davvero ringraziare tutti i ragazzi della mia squadra, perchè questa prima parte di stagione è stata dura per me quanto per loro. Posso dire che siamo stati tutti bravi a restare sempre lucidi anche quando le cose erano disastrose, nessuno ha mai perso il controllo ed i rapporti sono rimasti molto equilibrati. Vorrei davvero salire sul podio almeno una volta per la loro soddisfazione. Non posso certo dire di stare vivendo un periodo particolarmente fortunato. Poi mi guardo intorno e mi accorgo che c’è sempre chi sta peggio, è tutto vero, ma chi non vorrebbe avere sempre il massimo? So benissimo di essere stato fortunato nella mia vita, e quando penso da dove sono venuto e dove sono ora mi rassereno subito, anche se credo che questo periodo difficile sia solo per prendere un pò di rincorsa e continuare a salire ancora».

«In America - continua Malandri - anche se il risultato è stato il solito ho vissuto il più bel fine settimana da quando sono in Ducati. In prova sono stato veloce per davvero, poi purtroppo in gara, ancora una volta, non ho concretizzato, un pò per un piccolo errore ma credo anche parecchio per sfortuna! I primi giri faticavo a sorpassare anche se ero più veloce ed una volta avuta un pò di strada libera sono stato ingannato dal vento che non sentivo mentre ero dietro ad altri piloti. Per il vento favorevole al raggio di curva mi sono trovato troppo stretto al curvone da 6a marcia da 260 km/h ed ho urtato con il semi manubrio sinistro i paletti che dividono la pista dalla corsia dei box. Ho perso la mano dal manubrio e la leva della frizione mi è scesa completamente. A quel punto purtroppo è stato impossibile frenare in tempo per girare alla curva successiva ed una volta nella ghiaia non trovavo la frizione ed è stato impossibile tornare in pista in fretta perchè dovevo pensare a non spegnere la moto. Una volta tornato in pista ho fatto tutta la gara da solo e senza poter usare la frizione perchè avevo un male terribile alle dita! Peccato, perchè ci tenevo a fare bene».
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