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31/8/2010 (7:58) - IL CASO
Monza o mai più, l'ultimatum Ferrari
Alonso ha 41 punti di ritardo su Hamilton nella classifica del Mondiale
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Stagione a rischio dopo il ko a Spa
Piloti a colloquio da Montezemolo
STEFANO MANCINI
INVIATO A SPA-FRANCORCHAMPS
La rimonta è possibile», dicevano in Ferrari prima della pausa estiva, forti dei risultati di Hockenheim e Budapest. «La rimonta non è impossibile», sostiene Stefano Domenicali all’indomani del Gran premio del Belgio. Sfumature linguistiche: la doppia negazione non vale l’affermazione. Quel «non impossibile» è l’evocazione di una grande impresa, se non di un miracolo. La F10 dovrebbe funzionare come un orologio nelle prossime sei gare, i piloti dovrebbero smetterla di sbagliare (Alonso) o deprimersi (Massa), le strategie andrebbero azzeccate, gli sviluppi tecnici pure.

E forse non basterebbe: serve un aiutino dagli avversari, anche loro spreconi, serve che la Federazione non cancelli la doppietta di Hockenheim, quella del presunto ordine di scuderia. Ed è fondamentale che la Corea riesca a organizzare il suo Gp, in programma il 24 ottobre. A cinquanta giorni dall’evento, preoccupati da voci allarmanti sull’avanzamento dei lavori, ieri gli organizzatori hanno diffuso due fotografie dell’impianto in costruzione: box e palazzina della direzione gara. Della pista non ci sono immagini perché ancora non è asfaltata. Se l’opera non sarà completata in tempo, non ci sarà un evento sostitutivo, almeno così ha assicurato il patron della F1 Bernie Ecclestone. E Alonso avrà 25 punti in meno a disposizione per le sue speranze di recuperare (adesso è a meno 41 da Hamilton e meno 38 da Webber).

Il Gran premio d’Italia rappresenta l’ultima fermata utile: o la Ferrari sale sul treno oppure la volata mondiale la vedrà da lontano, spettatrice di Red Bull e McLaren. A Maranello lavorano sugli ultimi dettagli: nei prossimi giorni si svolgerà un test aerodinamico sul rettilineo di Vairano, l’unico genere di collaudo consentito. Oltre a rivedere le soluzioni per Monza (circuito ad alta velocità, l’incidenza delle ali è ridotta al minimo), i tecnici cercheranno di capire come mai le innovazioni introdotte a Spa-Francorchamps non hanno funzionato come simulatore e galleria del vento avevano previsto. «Non è scontato che una soluzione mai provata prima in pista sia immediatamente efficace - scrive la Ferrari in un comunicato - lo si è visto già altre volte quest’anno, come sanno bene tutte le squadre».

A Maranello speravano di continuare il miglioramento cominciato a Valencia, per questo la delusione è stata grande. Alonso le ha passate tutte: aveva un assetto da pioggia e di acqua se n’è vista poca (e al momento sbagliato), è stato speronato da Barrichello al primo giro, ha giocato d’azzardo montando gomme da bagnato (la pista si è asciugata subito), ha sbattuto nel finale. Comunque non aveva il passo di Hamilton e Webber, anche se sarebbe potuto salire sul podio approfittando dell’autoscontro tra Vettel e Button. Massa ha condotto una gara regolare: 4° senza infamia né lode.

Dopo il debriefing del lunedì, Luca Montezemolo ha fatto il punto con Stefano Domenicali, poi ha parlato a lungo al telefono con entrambi i piloti. Il gp di casa, il 12 settembre, ha un valore simbolico per il Cavallino, oltre a rappresentare il crocevia della stagione: fallire significherebbe buttare via un’altra stagione. Nel comunicato del Cavallino i toni sono più sfumati: «Perdere ulteriore terreno potrebbe compromettere il tentativo di rimonta». La storia recente rimanda al 2007, quando Kimi Raikkonen recuperò 17 punti nelle ultime due gare (allora il successo valeva 10 punti) e divenne campione del mondo alla sua prima stagione in rosso. Ma questa volta sarà più complicato: allora l’avversario era Hamilton, ora ci sono anche Webber, Vettel e Button.
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