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29/8/2010 (9:14) - RETROSCENA
Strategia sbagliata, piove sulla Ferrari
Alonso insegue: "Sarà una lotteria"
La Ferrari di Alonso torna ai box dopo le qualifiche in Belgio
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Fernando 10° con le gomme da asciutto sotto l’acqua (prevista). Pole a Webber, Massa partirà 6°
STEFANO MANCINI
INVIATO A SPA-FRANCORCHAMPS
Piloti in difficoltà, una vettura lenta, errori di strategia. La Ferrari fa un passo indietro proprio nel momento del massimo sforzo e su un circuito favorevole. La diagnosi è ancora sconosciuta: Stefano Domenicali, il capo, parla di «potenziale non sfruttato per ragioni che dobbiamo capire». Felipe Massa si arrende: «Red Bull e McLaren sono più veloci». Fernando Alonso immagina la rimonta: «Quando il tempo cambia all’improvviso, la strategia giusta al momento giusto è decisiva». Già. È proprio questo il punto: ieri in Belgio la Ferrari ha fatto la scelta sbagliata nell’attimo sbagliato.

Come in Malesia, quando nell’attesa di una schiarita i piloti erano rimasti posteggiati ai box, ieri Alonso ha atteso l’ultimo momento utile per giocarsi le gomme nuove. E a quel punto è cominciato a piovere: soltanto alla curva 8, non su tutta la pista, come in un film di Fantozzi, ma tanto è bastato. Una monoposto di Formula 1 pattina sull’acqua come un’auto normale sulla neve. Lo spagnolo è stato costretto a rallentare e ha chiuso le qualifiche con il decimo tempo. I suoi avversari diretti sono davanti: c’è Webber in pole position, la quinta della stagione e dodicesima della Red Bull (su tredici gare). A seguire Hamilton, Vettel è 4°, Button 5°. Hai voglia riprenderli tutti.

C’è anche una dose di sfortuna nelle peripezie del ferrarista: un treno di pneumatici rovinati in precedenza quando Petrov aveva avuto l’incidente. Ma tant’è. In passato il Gran premio del Belgio ha ispirato imprese celebri ai migliori piloti del mondo. Rimonte sotto la pioggia, strategie azzardate, sangue freddo, un mix di azzardo e coraggio. Qui Michael Schumacher stupì il mondo al debutto diciannove anni fa, qui Hamilton e Raikkonen nel 2008 hanno dato vita a uno dei duelli più spettacolari del nuovo millennio. È il circuito migliore per rimediare a una qualifica balorda, con quei sette chilometri di curve da brivido in mezzo ai boschi delle Ardenne. Alonso ci conta: «Posso vincere. Questo era soltanto un giro, se sono successe tante cose in pochi minuti, figuriamoci in una gara. Sarà una lotteria».

L’importante, per la Ferrari, non è soltanto la buona sorte. Con un meteo variabile, e le previsioni garantiscono che lo sarà, servono riflessi svelti e decisioni anche coraggiose, perché Alonso non può permettersi di perdere troppi punti in classifica. I venti di ritardo da Webber sono un distacco colmabile, però la Red Bull non ha ceduto un decimo del suo vantaggio. E se tra due settimane l’autodromo di Monza sarà ancora teoricamente favorevole alle Rosse, la tappa successiva a Singapore si preannuncia proibitiva.

Poi c’è l’incognita Massa, pedina fondamentale per il titolo dei costruttori. Ieri ha ottenuto il sesto tempo, oltre un secondo più veloce del compagno. Niente illusioni: lui nell’ultima sessione aveva un treno di gomme nuove in più. «Non è il risultato che ci aspettavamo - ammette -. D’altronde nelle ultime prove libere ci eravamo accorti che gli avversari erano forti».
La Ferrari ha differenziato le strategie per i due piloti: Alonso ha un assetto da pioggia, Massa da asciutto. Lo testimoniano le velocità di punta rilevate in rettilineo dai sensori dell’autodromo: 312,9 chilometri l’ora per il brasiliano, «solo» 303,5 per lo spagnolo. Red Bull e McLaren sono intorno ai 307, cioè su valori intermedi. Alonso, dunque, fa la danza della pioggia. A Spa-Francorchamps non ha mai vinto: riuscirci oggi lo rimetterebbe definitivamente in corsa per il titolo 2010. Sarebbe un mezzo miracolo, ma i campioni li celebriamo per questo.
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