13/10/2008 (7:6)
- IL CASO
"Ecclestone Affair", Blair smascherato
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| Bernie Ecclestone
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Il Sunday Telegraph esibisce le prove: soldi per consentire spot delle sigarette
VITTORIO SABADIN, INVIATO A LONDRA
Dire bugie, per un politico, è una cosa molto grave in Inghilterra. Chi mente perde la fiducia degli elettori e giustificarsi dicendo di essere stati capiti male non basta. E’ anche per questo che viene presa molto sul serio la rivelazione del «Sunday Telegraph», secondo la quale l’allora primo ministro Tony Blair intervenne personalmente a vantaggio del mondo della Formula 1, abolendo nel 1997 il divieto di fare pubblicità alle sigarette nel corso del Gran Premio di Gran Bretagna.
Blair aveva sempre sostenuto che la decisione era stata presa autonomamente dal dipartimento per la salute, ma nuovi documenti dimostrano che fu lui stesso a sollecitarla. Aveva ottime ragioni per farlo: Bernie Ecclestone aveva appena lasciato sul tavolo del suo ufficio un assegno da un milione di sterline in favore del partito laburista.
L’«Ecclestone affair» è stato il primo vero scandalo in cui venne coinvolto il New Labour, e il partito fu costretto a restituire la somma con un certo imbarazzo. Blair si presentò davanti alle telecamere della BBC per assicurare che lui non c’entrava nulla con la decisione. L’incontro con Ecclestone avvenuto il 16 ottobre - aveva detto - era stato semplicemente un simpatico colloquio con un personaggio sveglio e brillante.
Ma i documenti dei quali è venuto in possesso il «Sunday Telegraph» raccontano un’altra storia. Dopo l’incontro, il té avanzato nelle tazze non si era ancora raffreddato che già Blair chiamava il capo del suo staff, Jonathan Powell, per segnalargli la necessità di consentire una deroga alla legge contro il fumo. Il giorno dopo, da Downing Street, partì una lettera destinata a Tessa Jowell, ministro della Sanità nella quale si affermava che «il primo ministro vorrebbe che venissero individuate soluzioni per una permanente deroga allo sport, e in particolare alla Formula 1». Tessa Jowell provò a proporre delle alternative, ma ricevette una lettera ultimativa.
Blair aveva sempre sostenuto che la decisione di esentare la Formula 1 dai divieti sulla pubblicità al tabacco era stata presa molto tempo dopo il suo incontro con Ecclestone e che i due episodi non erano legati. Ma i documenti rintracciati dal «Telegraph» grazie alla «Freddom for Information law» dimostrano che il premier si attivò subito. Brutta storia. Perché da una parte mette in dubbio tutto quanto Blair ha detto nel periodo passato a Dowing Street e dall'altra mostra come sia facile per Ecclestone ottenere i favori dei governi di cui la sua Formula 1 ha bisogno. Basta una assegno.