13/10/2008 (7:7)
- INTERVISTA
Alonso: "Ho doppiato Lewis,
ora aiuterò Felipe Massa"
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| Alonso, due successi di fila, guida la riscossa della Renault
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MULTIMEDIA |
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«Dopo quello che ho passato logico che tifi Ferrari»
STEFANO MANCINI, INVIATO AL FUJI
Alonso, dica la verità: è più contento di aver vinto o di aver doppiato Hamilton?
«Le due cose insieme rappresentano la perfezione. Quando gli sventolavano le bandiere blu e l’ho passato mi sono divertito».
A parte il divertimento, qual è stato il momento chiave del Gran premio?
«Innanzitutto la partenza. Ho visto arrivare tutti un po’ aggressivi e ne ho approfittato accodandomi a Kubica all’interno. Ci siamo trovati davanti io e lui, senza Ferrari né McLaren. Da quel momento in poi la corsa è stata più semplice».
Come è riuscito a portarsi in testa?
«Al primo pit stop ho chiesto alla squadra di farmi rientrare davanti, a costo di caricare meno benzina e di stravolgere la strategia».
L’uovo di Colombo: con fior di ingegneri perché non ci ha pensato nessun altro?
«Non sempre funziona. Al secondo rifornimento il tuo avversario recupera, quindi in precedenza devi costruirti un buon vantaggio. Ci sono riuscito perché la vettura era perfetta».
Ne ha parlato con il box via radio?
«Sì, dialoghiamo sempre molto, soprattutto nei venti giri iniziali. Calcoliamo i distacchi, il ritmo da tenere, la gestione della macchina».
Due successi di fila: in una gara più normale riuscirebbe a vincere lo stesso?
«Non so rispondere: credo di no, spero di sì».
Quanto manca alla Renault per diventare Ferrari o McLaren?
«Ancora quattro o cinque decimi in media, dipende dai circuiti. La sensazione positiva è che finalmente riusciamo a batterci con i migliori e a precedere la Bmw. Adesso sappiamo che il quarto posto in qualifica è realistico: avevamo tutti all’incirca lo stesso carico di benzina. A Shanghai e San Paolo magari non arriverò primo, però il podio è un obiettivo ragionevole».
Quanto c’è di Fernando Alonso in questo miglioramento?
«E’ un lavoro di squadra. A inizio stagione non avevamo l’urgenza di pensare al Mondiale come nel 2006. E allora abbiamo cercato di imparare bene le nuove regole, la nuova elettronica. Abbiamo individuato i problemi e ci abbiamo lavorato su. Sono orgoglioso del team».
Secondo lei è stato giusto penalizzare Hamil...
«Sì».
Perché?
«Non lo so, non ho visto. Però i commissari hanno fatto sicuramente bene»(ride).
Per chi fa il tifo?
«Massa. Dopo quello che ho passato nel 2007 in McLaren non posso che sostenere la Ferrari».
E se si ritrovasse arbitro del campionato?
«Può succedere che nelle ultime due gare anche involotariamente io sfavorisca qualcuno o aiuti qualcun altro».
Concetto chiarissimo. Farà contenti gli appassionati italiani che la vorrebbero a Maranello.
«C’è gente che mi ama e gente che mi odia, come succede in tutti gli sport. Io cerco sempre di lavorare nel modo più professionale possibile, di dare il 100 per cento».
Queste due vittorie l’aiutano a decidere in quale squadra correre il prossimo anno?
«Non ho detto di non aver deciso. Ho detto che avrei annunciato il mio futuro a fine stagione: so già bene che cosa fare».