13/10/2008 (7:6)
- RAIKKONEN TERZO: TORNA SUL PODIO MA CEDE UFFICIALMENTE LO SCETTRO
Alonso vince nella Formula del caos
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| Lo scontro fra Hamilton e Massa
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Errori, incidenti e penalità: alla fine Massa riesce a recuperare 2 punti a Hamilton
STEFANO MANCINI, INVIATO AL FUJI
Nessuno sa che cosa passi per la testa di Lewis Hamilton quando un campionato sta per finire e a lui per vincerlo basterebbe arrivare sempre al traguardo senza fare asinate. Prendiamo il Gp di ieri al Fuji: l’inglese partiva in pole position e aveva sette punti di vantaggio su Felipe Massa, che scattava dalla quinta posizione. In certe condizioni, un pilota di buon senso marca il rivale e lascia andare gli altri. Raikkonen lo brucia sullo scatto? E chissenefrega. Kovalainen è stato più pronto di riflessi? Buon per lui, tanto alla terza curva gli ordineranno di restituire la posizione al compagno. Così la logica, o per lo meno l’astuzia. Hamilton ne è sprovvisto. Alla vigilia ripeteva durante ogni intervista: «Sono maturato, penserò soltanto a fare un risultato utile». Poi arriva la domenica, i semafori rossi si spengono e addio buoni propositi: arriva alla staccata come un kamikaze e semplicemente va dritto dove gli altri avrebbero piacere di curvare. Per evitare un maxi incidente, metà dello schieramento è costretto a seguirlo per i prati.
Questa sagra del «ciapa no» dura da tre mesi: Lewis ha vinto l’ultima gara il 20 luglio in Germania. Massa (ieri 7°) non ne ha approfittato: ultimo successo il 7 settembre in Belgio (a tavolino), poi cinque punti in tre gare, una media da Red Bull.
Errori di guida, gaffe ai box, problemi di affidabilità, imprevisti, sanzioni sportive, polemiche e scambi di accuse: si è visto di tutto in questa seconda fase del Mondiale, al punto che l’ottimo Kubica (2°) è arrivato a farci un pensierino nonostante la pochezza della Bmw: è staccato di 12 punti da Hamilton e di 7 da Massa. Se quei due continuano a incasinarsi la vita, vorrà dire che la Polonia avrà il suo primo campione di F1. La Spagna, nel frattempo, esalta Alonso, che ha bissato l’exploit di Singapore, con la soddisfazione aggiuntiva di doppiare Hamilton. L’ex campione del mondo ha di nuovo mixato intelligenza e velocità: con 21 successi in carriera ha superato Mika Hakkinen ed è 11° nella graduatoria di ogni tempo.
Il Gran premio del Giappone è un concentrato di malefatte. Hamilton al via, Massa contro Hamilton al giro successivo, Bourdais contro Massa appena uscito dalla corsia box nell’ultima parte della corsa. I commissari di gara (l’inglese Stoker, il messicano Abed e il giapponese Yamanashi) salomonicamente distribuiscono drive through a tutti. E i piloti salomonicamente protestano. Hamilton: «Alla curva 1 ho frenato appena un po’ in ritardo e sono stato penalizzato pur non avendo danneggiato nessuno (chiedere conferma a Raikkonen che da 1° si è ritrovato 7° dopo essere stato toccato da entrambe le McLaren, ndr). Massa, invece, mi ha speronato e mandato in testa coda. Credo che l’abbia fatto apposta». La versione di Massa discorda: «Non l’ho fatto apposta: ero finito nella ghiaia perché mi ci ha spinto lui, altrimenti avrei frenato. E’ stato un normale incidente di gara: non meritavo una punizione». Infine Bourdais: «Quando Felipe mi ha passato ero sul cordolo, non potevo mica sparire».
L’obiettivo minimo di Massa era recuperare due punti sul leader della classifica. Missione compiuta. Il ferrarista, però, contava di vincere. Dopo le qualifiche si sarebbe accontentato di pareggiare. «Alla fine non è andata così male», racconta al termine di una rimonta furiosa, con un sorpasso da infarto su Webber che lo stava sbattendo contro il guard rail e il testacoda indotto da Bourdais. Il settimo posto vale oro solo perché Hamilton è sprofondato in dodicesima posizione. E’ la slow formula che va di moda quest’anno: 84 punti il primo, 79 il secondo e 72 il terzo. Nella passata stagione Hamilton lasciò il Fuji con 107 punti, contro i 95 del compagno di squadra Alonso e i 90 di Raikkonen.
Altro motivo di soddisfazione per la Ferrari è il primo posto nella classifica dei Costruttori, ottenuto grazie anche al terzo posto di Kimi Raikkonen, che interrompe una lunga striscia negativa ma cede ufficialmente lo scettro: staccato di 21 punti, non sarà lui campione 2008. Stefano Domenicali predica la calma: «Siamo sotto pressione, dobbiamo restare calmi e lucidi». Le due monoposto saranno spedite oggi a Shanghai, dove si correrà già domenica prossima. Avanti senza respiro. La McLaren parte con un leggero vantaggio in qualifica perché il clima sarà fresco. Ma il fattore umano gioca a favore di Maranello: Massa è in gran forma, mentre Hamilton sta rivivendo come un incubo la rocambolesca volata del 2007. Il brasiliano sogna di chiudere i conti il 2 novembre a San Paolo: casa sua.