12/10/2008 (7:53)
- IL GP DEL GIAPPONE
Alonso show, due punti per Massa
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| Massa e Hamilton, protagonisti sfortunati del Gp
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MULTIMEDIA |
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Lo spagnolo della Renault domina,
il brasiliano ed Hamilton penalizzati
Terza la Ferrari di Kimi Raikkonen
TOKYO
E alla fine scopriamo che Fernando Alonso è sempre il più bravo. Se le monoposto avessero tutte lo stesso motore, come proposto da Bernie Ecclestone, il due volte campione del mondo della Renault probabilmente in questo momento non avrebbe rivali in pista. Ed ora che la sua vettura è tornata ad avere un minimo di competitività lo spagnolo ha ripreso a vincere.
Secondo successo consecutivo, dopo quello di Singapore, che non fa altro che confermare il grande momento che sta attraversando Alonso, in un periodo particolare della stagione in cui le scuderie ambiziose, escluse Ferrari e McLaren (dove non tornerebbe mai), gli fanno la corte, mentre Flavio Briatore sta pensando bene di trattenerlo. Eppure lui andrebbe di corsa a Maranello e i tifosi lo accoglierebbero a braccia aperte. Se la teoria della Ferrari è sempre quella di avere in squadra i migliori piloti in circolazione quella di Alonso dovrebbe essere più che una ipotesi. C’è chi lo odia e chi lo ama, come lui stesso dice, colpa del suo carattere, che lo porta sempre a dire quello che pensa, proprio come ha fattoo anche questa volta al termine della gara.
Scherzando, ma non troppo, con i giornalisti spagnoli, ha detto che ritiene sempre giusta una penalizzazione al suo ex «odiato» compagno Mclaren Lewis Hamilton, anche se non sa neppure per quale motivo lo abbiano fatto. E poi ancora: «Ho chiesto la bandiera blu per Hamilton, come faccio per tutti i doppiati? Sì, chiedo sempre la blu flag. Questa volta vedevo una McLaren, non sapevo chi fosse, poi ho visto il casco e ho detto: ’è perfettò». E non è finita perchè Fernando Alonso rischia adesso di diventare l’arbitro del mondiale e a sentirlo parlare non sembra affatto imparziale: «È vero che, dopo quello che ho vissuto l’anno scorso in McLaren, voglio che la Ferrari vinca e, se posso aiutare Massa quest’anno, farò il massimo». Il Gran premio del Giappone, a due gp dalla conclusione, ha riaperto ulteriormente i giochi. Il leader della classifica Lewis Hamilton, al termine di una gara da dimenticare, ha chiuso in dodicesima posizione.
Ragion per cui la classifica del mondiale piloti vede adesso il «colored britannico» a 84 punti, con Felipe Massa che ha ridotto il gap a soli 5 punti (79) e Robert Kubica a quota 72 non è certamente fuori dai giochi. Hamilton è sicuramente bravo, le qualità non gli mancano e lo ha dimostrato più volte, ma per diventare campione ci vuole anche freddezza. Per la seconda volta invece rischia di ammalarsi della sindrome di fine stagione. Lo scorso anno è riuscito a buttare via un titolo già vinto e le premesse per cui la cosa possa ripetersi non mancano. La gara si è disputata su pista asciutta: al via Raikkonen ha bruciato Hamilton nello scatto ma il britannico ha replicato ripassando il finlandese all’interno. Raikkonen è finito largo e ha rischiato di colpire la Ferrari di Massa, ma anche Hamilton è finito largo perdendo alcune posizioni a vantaggio di Alonso, Kubica e Kovalainen.
Poco dopo Hamilton ha attaccaco e passato Massa che però ha tagliato una chicane speronando il rivale. Per i commissari nessun dubbio: drive through a Hamilton per la manovra con Kimi e stessa penalità a Massa per la manovra su Hamilton. Al settimo passaggio si è ritirato Timo Glock (Toyota), che era stato protagonista nel week-end. Ritiro anche per Sutil in seguito ad un problema alla gomma posteriore destra. Al 16esimo giro il ritiro di Kovalainen, il finlandese si è fermato a bordo pista con la sua monoposto che liberava del fumo al posteriore. Alonso ha iniziato ad imprimere un ritmo forsennato infliggendo circa mezzo secondo al giro a Kubica e Raikkonen. Il polacco e il finlandese hanno accusato un ritardo dallo spagnolo di otto e tredici secondi circa rispettivamente quando mancavano 36 tornate alla bandiera a scacchi. A 16 giri dalla fine c’è stato il contatto tra Massa e Bourdais alla prima frenata, il brasiliano della Ferrari era all’esterno e ha effettuato un testa-coda, ma per fortuna è riuscito a ripartire.
Al termine della gara l’intervento dei commissari. Mentre Alonso si è avviato alla vittoria è iniziata una lotta forsennata per il secondo posto tra Raikkonen e Kubica, i due hanno rischiato in più occasioni il contatto, mentre alle loro spalle Piquet si è rifatto sotto dopo la sua ultima sosta. Il brasiliano della Renault ha raggiunto Raikkonen nello spazio di pochi giri, inserendosi perentoriamente nella battaglia per il podio, ma si è dovuto accontentare del quarto posto. Quinta piazza per Jarno Trulli (Totota) davanti alle Toro Rosso di Bourdais (poi penalizzato) e Vettel. Da segnalare, infine, l’ottimo sorpasso di Felipe Massa a due giri dalla fine nei confronti di Webber (Red Bull) in fondo al rettilineo inserendosi alla destra dell’australiano, tra il muro e la Red Bull. Davvero un numero da grande che conferma la costante crescita di Massa.