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FORMULA 1

RENAULT, MCLAREN E FERRARI FAVORITE, LA HONDA FRA LE OUTSIDER

Raikkonen e Button
puntano con Schumi
al trono di re Alonso

10/3/2006
di Cristiano Chiavegato



Raikkonen
Kimi Raikkonen
La Renault squadra da battere, una McLaren lanciata nel disperato tentativo di conquistare il Mondiale perso lo scorso anno, la Ferrari intenzionata a riprendersi il trono lasciato nel 2005. E una possibile sorpresa che si chiama Honda. Questa è la fascia alta della griglia che inquadra la nuova stagione. Con altri quattro team nel ruolo di outsiders: BMW, Toyota, Williams e Red Bull. In coda Midland, Toro Rosso e Super Aguri. Previsioni «sulla carta» per una stagione che comunque si presenta incerta e molto combattuta.

I favori del pronostico vanno alla Renault per diversi motivi. Intanto è campione uscente, inoltre dispone di una coppia di piloti molto competitiva, Alonso e Fisichella, e ha dimostrato nei test invernali non solo di essere veloce ma anche molto affidabile. La R26 disegnata dall’equipe diretta da Pat Symonds (il tecnico più fedele della Formula 1, visto che aveva iniziato con la Toleman, poi è rimasto alla Benetton e alla Casa francese che ne ha preso il posto) sembra essere equilibrata e molto stabile. Il motore forse non è il più potente, ma il telaio e l’aerodinamica, quest’ultima frutto del progetto studiato dagli specialisti guidati dall’italiano Dino Toso, compensano alla grande.
Fernando Alonso, anche se nel 2007 andrà alla McLaren, non ha certo lasciato a casa motivazioni e stimoli. Anzi avrà meno pressione e vorrà dimostrare che la Renault ha fatto male a lasciarlo partire e che la McLaren si è assicurata (in abbondante anticipo) un pilota in grandissima forma. Il campione spagnolo indica in Button e in Michael Schumacher i suoi più forti avversari, dimenticando forse volontariamente il compagno di squadra Giancarlo Fisichella. E non crede molto nella McLaren: per lui Raikkonen e Montoya saranno temibili soltanto per qualche giro.

Discorso diverso per la McLaren, che ha avuto molti problemi nelle prove iniziali, poi è cresciuta. Però il team di Woking in pochi mesi ha perso il progettista Adrian Newey, passato alla Red Bull, e il suo vice Nicolas Tombazis, tornato a lavorare per la Ferrari. Inoltre i rapporti tra Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya continuano ad essere particolarmente tesi, ognuno dei due piloti gioca solo per se stesso. Anche perchè il colombiano vuole a tutti i costi uscire dal periodo grigio che ha attraversato lo scorso anno ed è determinato a riportarsi al vertice. C’è comunque chi crede in questa squadra e sono soprattutto gli sponsor, Vodafone in testa, già pronta ad allinearsi con la McLaren nel 2007. E poi la compagnia aerea del Dubai, la Emirates, che proprio nei giorni scorsi ha siglato un accordo di lunga durata. C’è qualche incertezza sulla tenuta alla distanza della MP21, ma sarebbe incauto non mettere questa squadra fra i pretendenti per i due titoli in palio.

Risultati delle prove alla mano, qualcuno punta sulle chances di successo della Honda che ha rilevato totalmente la BAR. Una squadra tosta, con due piloti di primo piano, Jenson Button e Rubens Barrichello (deciso a dimostrare di non essere una «seconda guida»), e una vettura che ha dimostrato di essere molto veloce con il record ottenuto a Valencia dal collaudatore Antony Davidson. I giapponesi non lasciano nulla al caso, se si sono impegnati direttamente é per puntare al successo. Anche perchè la Honda ha l’obiettivo primario di stare davanti alla «cugina» Toyota. Motore potente, affidabilità e un notevole pacchetto tecnico complessivo a disposizione. Il tutto condito da un ottimo morale. Parte invece con molti dubbi la Toyota. Trulli e Ralf Schumacher non si fanno illusioni, al momento non si sentono competitivi.

Dei grandi, o ex grandi, resta la Williams. E’ l’unica squadra fra quelle tradizionalmente migliori che ha dovuto pagarsi i motori. Ma ha scelto la Cosworth che nel campo dei V8 in passato ha ottenuto risultati straordinari. E sembra che questo propulsore abbia raggiunto potenze non ancora avvicinate dai rivali. Buona la coppia dei driver, con Webber che programma un riscatto e l’insidioso Nick Heidfeld sempre attento a cercare piazzamenti fra i migliori.

Restano le squadre di coda. La Red Bull ha ambizioni, dispone del motore Ferrari e ha in Coulthard un pilota di grande esperienza, affiancato all’emergente Klien. E’ sicuramente un team che può emergere ma ci vorrà tempo. La Midland è in una fase di assoluta transizione, si deve ancora capire se ha intenzione di investire per togliersi dagli ultimi posti. Da vedere la Toro Rosso, ex Minardi: l’italiano Vitantonio Liuzzi e l’americano Scott Speed saranno gli unici a usare un vecchio V10 depotenziato. Questo motore ha soprattutto una dote, può arrivare al traguardo. Ed è già un buon punto di partenza. Difficile parlare della Super Aguri, l’ultima arrivata. Vettura del 2002, un pilota scapestrato (Takuma Sato) e uno sconosciuto (Yuji Ide). Sarà una comparsa.

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