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FOOTBALL AMERICANO

Conto alla rovescia per il 40° Superbowl

Si disputa domenica a Detroit tra Pittsburgh Steelers e Seattle Seahawks

3/2/2006


Shaun Alexander
Shaun Alexander (Seattle)
DETROIT. Come succede ogni anno tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio, l'America si ferma per celebrare il suo rito sportivo più importante. Va in scena domenica notte la 40a edizione del Super Bowl, la finalissima della National Football League, che quest'anno si disputa nella fredda Detroit e mette di fronte Pittsburgh Steelers e Seattle Seahawks.

I primi hanno sovvertito tutti i pronostici per arrivare al grande appuntamento: guidati dal 23enne quarterback Ben Roethlisberger, gli Steelers hanno eliminato ad una ad una le migliori squadre della loro conference (la AFC) durante i tre turni dei playoff.

I Seahawks, invece, hanno chiuso la stagione regolare con il miglior record della NFC e hanno confermato le attese che li davano come favoriti per giungere al Super Bowl.

I bookmakers americani comunque danno Pittsburgh come favorita, seppur di soli tre punti e mezzo. Del resto, gli Steelers sono protagonisti ormai abituali della finalissima, a cui sono giunti altre cinque volte (4 vittorie e una sconfitta), mentre per Seattle si tratta della prima apparizione al «Big Game». In più, i Seahawks pagano il fatto di essere una squadra poco nota al grande pubblico per la loro posizione geografica, nell'estremo nord-est degli Stati Uniti, quindi molto lontano dai principali mercati televisivi.

Jerome Bettis
Jerome Bettis (Pittsburgh)
I due coach, però, hanno entrambi tanta esperienza da vendere: Bill Cowher allena gli Steelers da ben 14 anni, mentre Mike Holmgren, ora ai Seahawks, ha già vinto un Super Bowl con i Green Bay Packers nel 1997, e se ottenesse il bis diventerebbe il primo allenatore di sempre a conquistare il titolo con due squadre diverse. Per tentare l'impresa si affiderà soprattutto al runningback Shaun Alexander, vincitore del titolo di miglior giocatore dell'anno, ma in scadenza di contratto e quindi forse in partenza da Seattle a fine stagione.

L'avversario diretto di Alexander è l'uomo più inseguito dai media nei giorni che precedono la gara. La "bandiera" degli Steelers, il runningback Jerome Bettis, nel 2005 ha rimandato di un anno l'annunciato ritiro per provare a raggiungere il Super Bowl che si gioca nella sua città, appunto Detroit. E ora che la missione di arrivarci è stata compiuta, farà di tutto per uscire di scena da vincitore. A Detroit, intanto, la tensione sale di giorno in giorno. Il logo del Super Bowl e i colori della NFL ricoprono la città, presenti su tutti gli edifici e in tutti i bar; la metropoli, intanto, si riempie sempre più di appassionati, a partire dai fortunati che hanno vinto la lotteria per assegnare i biglietti, fino ai tifosi che si accontentano di vivere l'atmosfera del grande evento.

Chi non potrà essere all'interno dell'avveniristico Ford Field, uno stadio coperto da 65mila posti, si sintonizzerà sulla ABC, la rete che quest'anno, seconda una rigida rotazione, ha l'onore di trasmettere l'evento, e che per uno spot di 30 secondi chiede 2,5 milioni di dollari alle aziende. L'audience prevista è di 130-140 milioni di telespettatori. Ben 3000 sono invece i giornalisti accreditati, compresi 300 provenienti da tutte la parti del mondo, dalla Cina all'Islanda: 234 sono le nazioni che trasmetteranno la gara in diretta o in differita.

Come sempre, anche nell'intervallo lo spettacolo non mancherà: due anni dopo l'ormai celebre «caso Janet Jackson» (cui si scoprì parzialmente un seno, forse per errore forse per una mossa calcolata), toccherà questa volta addirittura ai Rolling Stones intrattenere il pubblico durante il riposo tra il primo e il secondo tempo, mentre Stevie Wonder si esibirà nel pre-partita.

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