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 CICLISMO orologio



23/7/2008 (7:30)
Sarkozy evita il Tour dei sospetti
Schumacher
Per Schumacher e i due fratelli Schleck doppio controllo in 10 ore
GIORGIO VIBERTI
Forse il francese Cyril Dessel pensava che a Jausiers, arrivo della 16ª tappa che era partita da Cuneo, ci fosse anche Sarkozy, come annunciato. Il Presidente francese ha invece preferito non rischiare di farsi fotografare con qualche corridore sospettato di doping e ha disertato il Tour. Dessel non se l’è presa, anche perché ha conquistato una tappa caratterizzata da due montagne terribili: il Colle della Lombarda, ancora in territorio cuneese, e la Bonette, 2802 metri, con il tratto asfaltato più alto d’Europa. In classifica non è cambiato granché, con Frank Schleck sempre in giallo e tre uomini raggruppati in 8".

Ha però perso qualcosa (35") Menchov, un po’ di più (2’36") Vande Velde. E non è stata una buona giornata nemmeno per i nostri: Cunego è riuscito ad arrivare con i big, ma dopo aver scialacquato gli oltre 8’ di vantaggio che, con altri 27 corridori, aveva racimolato sulla Lombarda. Nibali si è arreso, perdendo oltre 4’ dai migliori e la maglia bianca. Ancora una volta, però, gli italiani hanno stravinto il confronto con gli stranieri in materia di tifo: impressionante la folla anche lungo i 22 massacranti km della Lombarda, una salita a tratti incastrata in canyon e poi invece più docile in cima, distesa su un falsopiano circondato dalle Alpi Marittime. Ben diverso il panorama nei 26 interminabili km verso la Bonette: un paesaggio spettrale, senza un albero, un’impressionante pietraia grigia a strapiombo sulla quale è precipitata verso valle la bici di Augustyn, caduto in discesa poco dopo aver scollinato per primo: il povero corridore sudafricano, finito lui pure per qualche metro nel burrone, si è arrampicato come un gatto per tornare sulla carreggiata, dove ha potuto ripartire con una bici di riserva. Lo scenario lunare della Bonette deve aver spaventato, oltre che i corridori, anche i supporters francesi, saliti lassù in discreto numero ma senza l’invasione italiana vista sulle montagne cuneesi e celebrata anche da patron Prudhomme. In mancanza di rivoluzioni in classifica, anche ieri si è parlato di doping, una sorta di giallo nella corsa gialla. Le ultime puntate parlano di nuovi controlli ieri mattina da parte del Coni sui fratelli Schleck, che erano già stati testati la sera precedente.

Al tedesco Schumacher sono toccati invece in mattinata e poi anche a fine tappa. Per tutti e tre, dunque, doppio controllo in una decina di ore, probabilmente un record mondiale. «Ma almeno adesso vediamo che i profili ematici dei corridori sono corretti» ha detto Pierre Bordry, presidente dell’Afld. Come a dire che qualcuno, per paura, ha smesso di prendere ciò che assumeva regolarmente. Per adesso comunque non si conoscono ancora gli esiti dei controlli su Leonardo Piepoli. I numerosissimi test si spiegherebbero facilmente: servono grandi quantità di campioni prelevati per rilevare certe sostanze dopanti. Tengono banco anche i verbali dell’interrogatorio di Riccò pubblicati da Le Monde e si vocifera che gli inquirenti sarebbero in possesso anche delle registrazioni delle sue conversazioni al cellulare. L’impressione, comunque, è che il Tour de France voglia superare la 17ª tappa odierna, con le mitiche montagne del Galibier, Croix de Fer e l’arrivo all’Alpe d’Huez, per poi ufficializzare altri casi di doping. C’è aria di bufera.
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