LA BUFERA CHE HA INVESTITO IL CLUB DI DELLA VALLE NON HA CAMBIATO I PROGRAMMI FISSATI A MAGGIO IN EPOCA NON SOSPETTA. DA OGGI TUTTI A SUDARE A FOLGARIA
La Fiorentina fa finta di nulla
Ignorando il processo sono arrivati Mutu e Blasi Prossimi obiettivi: Iaquinta e Barzagli o Bonera
FIRENZE. Ricomincia la Fiorentina nel giorno della finale. Un caso? Sì, anche se frutto di un programma fissato a maggio e che niente ha cambiato. Neppure gli scandali pallonari che hanno sciupato la festa viola per il ritorno nell’Europa dei grandi sei anni dopo l’ultima volta (allora c’erano Trapattoni e Batistuta, oggi Prandelli e forse ancora Toni) e una retrocessione in C2 per fallimento. «Calciopoli? La Fiorentina è trasparente e lavora con onestà, non c'è quindi da avere paura. Abbiamo lavorato con il pensiero rivolto alla serie A e alla Champions League».
Questo l’incipit della nuova stagione viola a firma del responsabile dell’area tecnica Pantaleo Corvino, colui che in un anno ha alleggerito l’organico di 44 cessioni (l’ultima Bojinov in prestito alla Juve), il dirigente che in queste settimane, incurante della bufera calcistica e delle richieste-mannaia del procuratore Stefano Palazzi (retrocessione in B e 15 punti di penalizzazione) che hanno gelato i tifosi pronti a mobilitarsi, ha acquistato sette giocatori e trattenuto giocatori richiestissimi quali Frey, Pasqual e Montolivo esaudendo così gli ordini dei Della Valle e gli imput di Prandelli: «Faremo una grande squadra per restare in Europa a lungo e Toni resterà» lo slogan ripetuto all’infinito dai proprietari viola che hanno sborsato fin qui quasi 30 milioni di euro, come nessun altro club, chiudendo il mercato in tempi record: al massimo potrà arrivare un difensore, uno fra Barzagli e Bonera.
Insomma la Fiorentina ricomincia cercando di controllare l’ansia per le imminenti sentenze della Caf (ma i legali dei Della Valle stanno già affilando le armi) e dimostrando a tutti che progetti e programmi insieme alle ambizioni certificate dagli alti investimenti, non sono stati scalfiti dallo spauracchio di una nuova retrocessione.
Il raduno per i 32 giocatori convocati compresi sei primavera fra cui un diciottenne attaccante francese appena preso dal Metz (mancano solo i nazionali Toni e Ujfalusi oltre a Fantini reduce dal surplus di fatiche con il Torino e comunque in odor di cessione) è stato confermato per ieri sera entro mezzanotte nel solito albergo appena fuori città cosicchè tutti hanno potuto vedersi la finale mondiale in santa pace. E stamani partenza per il Trentino, a Folgaria, stesso luogo dell’anno scorso, che ha portato bene e si spera che l’effetto non sia esaurito. In calendario da qui al 22 luglio due allenamenti giornalieri e quattro amichevoli, un lavoro intenso preparato per affrontare i preliminari di Champions.
Cancellata solo la presentazione ufficiale, i Della Valle e Prandelli hanno convenuto di partire a fari bassi nonostante i vistosi investimenti che hanno portato a Firenze giocatori come gli ex juventini Mutu e Blasi (non è un caso che la Fiorentina abbia ripreso a fare affari con il club bianconero, tra Corvino e Moggi non è mai scorso buon sangue), come Liverani e Santana, come Reginaldo e Gobbi. Una squadra che rispetto a quella dei 71 punti non ha più Brocchi, Fiore, Jimenez, Bojinov ma che rispetto a quella si presenta più solida ed equilibrata.
Ma oltre alle sentenze c’è un’altra nube che oscura il cielo viola: il futuro di Toni. I Della Valle hanno detto «no» finora a Inter, Barcellona e Real Madrid in attesa di un faccia a faccia col bomber. Comunque le alternative al suo addio sono già pronte, e rcano il nome di Huntelaar e Iaquinta.