21/3/2010 (8:35)
- IL CASO
Hollywood ora punta sull'altra metà del cielo
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| Robert Pattinson (a sinistra) in una scena di "Remember me" |
Scoperta: i film "da donne"
fanno incassare molto
LORENZO SORIA
LOS ANGELES
Per scalzare dalla testa del box office americano Avatar, dopo sette settimane di dominio e di record storici, c'è voluto Dear John, un film romantico in cui il soldato Channing Tatum si innamora di Amanda Seyfried, la biondina di Mamma Mia!. Un vero «weepie», come li chiamano in America, roba da piangere dall'inizio alla fine, che il pubblico italiano vedrà a maggio. E che si è distinto per una particolarità: ha attratto un pubblico composto all' 84 % da donne.
Poco dopo è arrivato nelle sale Usa Appuntamento con l'amore, nuovo record al botteghino e di nuovo soprattutto donne, il 70 %. D’altronde chi se non il pubblico femminile accorrerà a vedere a partire dalla settimana prossima Remember Me, film romantico con protagonista Robert Pattinson, il vampiro di Twilight per cui va pazza Bella e con lei alcune decine di milioni di ragazzine di ogni angolo del pianeta?
Per decenni, a partire dai tempi di Guerre stellari, uno dei dogmi di Hollywood è stato che i film si fanno per gli adolescenti maschi dai 15 ai 25 anni, o per adulti che comunque non sono mai usciti dall'adolescenza. Insomma, maschi dal testosterone un po' troppo elevato, che chiedono inseguimenti, sangue, effetti speciali ed eroi improbabili, da Transformers a Predator o Iron Man.
E infatti per molte spettatrici il problema non è che non ci sono registe donne, un'ingiustizia storica cui è appena stato posto riparo con gli Oscar per Katherine Bigelow (peraltro con un film molto maschile come The Hurt Locker), ma che non ci sono film fatti per loro, dove si parli delle relazioni e delle amicizie viste dal loro punto di vista, dove non siano solo un accessorio dell'eroe maschio che dopo avere superato ostacoli e peripezie salva il mondo e si porta a letto la più bella. Un lamento non solo aneddotico, ma confermato da uno studio dell’University of Southern California che ha preso in esame i cento film a più alto incasso del 2007. Appena il 18 per cento di loro ha avuto come protagonista un'attrice. Su 4.300 parti «parlanti » solo il 30% è andato a loro e di queste il 27 % indossava indumenti sexy, contro il 4,6 dei maschi. «I ragazzi crescono con il messaggio implicito che le storie di uomini sono più importanti di quelle delle donne», osserva Stacy L. Smith, la professoressa che ha condotto lo studio.
Ma da un po' di tempo la capitale del cinema deve rassegnarsi a rivedere un'altra delle sue certezze. Basta pensare al successo di E' complicato, con Meryl Streep contesa da Alec Baldwin e Steve Martin e diretti da Nancy Meyers, a The Blind side, il film che ha regalato a Sandra Bullock un Oscar e il divorzio. O alla saga di Twilight e quella di High School Musical dove il sex symbol è un ragazzo (Robert Pattinson e Zac Efron) e non una ragazza. Per Peter Guber, ex boss della Sony Pictures, il cambiamento si spiega col fatto che i ragazzi invece di andare al cinema restano a casa a giocare coi videogames. «Non è che non vadano più al cinema, ma sono diventati un target che si restringe mentre le donne crescono», sostiene. Ma ci sono altre motivazioni. Hollywood oggi per la prima volta ha due donne ai suoi vertici, Stacey Snyder alla Dreamworks e Amy Pascal alla Sony, da dove ha dato il via a Meryl Streep e Julie and Julia, ed entrambe parlano apertamente di usare la loro sensibilità quando fanno una scelta. E poi c'è il vero collante che tiene unita la capitale del cinema, i soldi. Che, sempre di più, sembrano arrivare dal sesso che Hollywood sembrava avere dimenticato.