16/3/2010 (7:57)
- PERSONAGGIO
"Noi, razzisti con il Giappone"
Bufera su Tom
 |
| Tom Hanks e Steven Spielberg
|
I conservatori contro l'attore
LORENZO SORIA
LOS ANGELES
Sin dai tempi di Big e di Philadelphia, Tom Hanks si è creato l’immagine dell’«American Boy», del ragazzone che esprime valori che agli americani piace pensare tipicamente loro. Tom Hanks è Forrest Gump con un diverso quoziente di intelligenza, amato e rispettato a destra e a sinistra. E se ha la colpa di vivere e lavorare a Hollywood, un bastione di pericolosi liberal, agli occhi dei conservatori si è rivelato uno diverso dai suoi colleghi facendo film come Salvate il soldato Ryan. E soprattutto rendendo omaggio all’eroismo e al valore dei soldati americani sbarcati in Normandia e che hanno combattuto sul teatro di guerra europeo con la produzione della serie Band of Brothers.
Ma a partire da domenica sera è iniziata la messa in onda sul canale HBO di The Pacific, il cui tema è appunto il fronte del Pacifico. Una serie accolta col favore dei critici e dei sopravvissuti di Iwo Jima, di Okinawa e di altre cruente battaglie di quei giorni. Ma con le critiche sono usciti i commenti di Hanks: «Il fronte del Pacifico è stato una guerra di terrore e di razzismo - aveva dichiarato a La Stampa tre settimane fa -. E terrorismo e razzismo sono idee che hanno un ovvio eco anche nelle guerre contemporanee». Un concetto ribadito con i giornali americani, per esempio con Time, cui Hanks aveva detto che i giapponesi erano visti come «dei cani con la pelle gialla» da annichilire, ponendosi poi la domanda: «Suona familiare con ciò che sta accadendo oggi?». Un filo che lega la Seconda guerra mondiale, la guerra «giusta», all’Iraq e all’Afghanistan. E così Tom Hanks è entrato nel mirino della destra e dei conservatori, che ora inveiscono contro l’attore che vuole riscrivere la storia e ne chiedono il boicottaggio.
Scrivendo sul New York Post, Kyle Smith è esplicita. «Ma che dice Hanks? Che la guerra al terrore è fatta per uccidere tutti i musulmani? O vuole invece dire che i musulmani vogliono uccidere tutti i cristiani, come li invita a fare il Corano?». In un blog intitolato «Ma Tom Hanks è sconnesso?» Victor Davis Hanson di Pajama’s Media non usa mezzi termini: «I commenti di Hanks sono filosofia pop tristemente infantile offerta da un ignorante». L’ignoranza, un tema su cui torna anche Brad Schaeffer, su «FrumForum»: «Sostenere che siamo in guerra con gli islamo-fascisti perché, presumibilmente, vediamo i musulmani come “diversi” è non solo un insulto al nostro paese ma tradisce una incredibile ignoranza della storia contemporanea», si legge. Poi c’è Digital Journal, dove Tom Hanks è un «Hollyweird idiot», un «Hollystrano idiota» che se vuole parlare di razzismo dovrebbe pensare ai cinesi, ai coreani, ai filippini e ai popoli asiatici soggetti alle atrocità delle invasioni giapponesi. E col quale, dopo la sua versione revisionista della storia, «sarà guerra». «Non vedrò The Pacific o ogni altro suo progetto futuro», conclude l’autore.