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2/7/2009 (7:10) - RIVELAZIONI E POLEMICHE DOPO LA MORTE DEL CANTANTE
I figli di Michael affidati a Diana Ross
Michael Jackson sul palco con Diana Ross nel 2002
Il testamento del re del pop: tutrice è la nonna, di “riserva” l’amica cantante
FRANCESCO SEMPRINI
NEW YORK
Spunta il nome di Diana Ross nel testamento di Michael Jackson. L’artista, amica di famiglia, sarebbe la «riserva» scelta dal re del pop per l’affidamento dei figli. «Indico mia madre, Katherine, per la loro custodia e i loro beni. In caso di suo decesso o impedimento, l’affidamento passa a Diana Ross», recita il testamento. Un colpo di scena che giunge nel giorno in cui le volontà scritte di Jacko sono state depositate presso la Corte di Los Angeles. Nel testamento, del 7 luglio 2002, sono contenute diposizioni precise anche sul patrimonio della popstar che ne affida l’intera gestione al fondo fiduciario Michael Jackson Family Trust, di cui non precisa la composizione. In questo modo tutti i beni sarebbero congelati sino alla maggiore età dei tre figli: nessuno potrà toccarli. Il documento, di cinque pagine, non nomina mai il padre, Joseph Jackson e menziona Deborah Rowe, la madre dei primi due figli di Jackson, solo per precisare la sua esclusione da ogni eredità.

In attesa che spuntino altri testamenti, la cui possibile esistenza è sostenuta da molti media americani, prosegue il thriller sulle cause della morte. Sarebbe stato un super-farmaco contro l’insonnia a uccidere Michael, spiega il sito Tmz secondo cui la polizia avrebbe trovato nell’abitazione un potentissimo anestetico usato di solito solo nelle operazioni chirurgiche. Si tratta del Propofol, un medicinale in dotazione esclusiva ai medici: «Non può essere prescritto direttamente ai pazienti e la somministrazione avviene solo per via endovenosa», spiegano gli esperti. Talvolta è associato alla Lidocaina, lo stesso antidolorifico che sarebbe stato trovato vicino al letto di Jackson subito dopo la morte. La tesi trova conferma nella testimonianza di Cherilyn Lee, l’infermiera che stava seguendo Jacko in vista del tour mondiale, secondo cui la star soffriva di gravi forme di insonnia e aveva bisogno disperato di sonniferi come il Diprivan, nome commerciale del Propofol. Lei si è sempre rifiutata di somministrarglielo ma è convinta che Jacko se lo sia procurato attraverso altri canali. Quindi chiunque glielo abbia dato rischia l’incriminazione per omicidio.

Ma non è tutto perché, a complicare la vicenda, ci sono le rivelazioni di alcune persone vicine all’artista, raccolte dal sito Daily Beast, secondo cui la morte di Michael sarebbe stata l’imprevisto fatale di un diabolico piano da lui stesso architettato. Jacko, infatti, avrebbe intenzionalmente assunto una grande quantità di farmaci per essere ricoverato evitando così di affrontare il tour mondiale. Lui stesso era forse consapevole di non potercela fare. Prosegue intanto il gossip sulla reale paternità dei primi due eredi, Prince Michael e Paris: il padre biologico sarebbe Arnold Klein, ex dermatologo della pop star. Infine, fanno sapere i familiari, non ci sarà alcuna cerimonia a Neverland, «né pubblica, né privata», per ricordare Michael Jackson nella sua casa.
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