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23/7/2008 (8:4) - IL CASO
Quanto si ride tre metri sotto il cielo
Marco Rulli e Carlotta Tesconi, protagonisti di "Ti stramo"
“Ti stramo” parodia di Moccia & C.
Pino Insegno: «Me li son visti tutti»
FULVIA CAPRARA
ROMA
Lui si chiama Stram è «bello, tormentato, maledetto. Recita come un attore bravo che recita la parte di un attore che non sa recitare». Lei si chiama Bambi «è una ragazza brutta in un mondo di supergnocche». Tutti i riferimenti non sono casuali, ma anzi, attentamente studiati per regalare al pubblico il primo esempio di Scary movie all’italiana, parodia densa di citazioni cinematografiche dei teen-movie che, nello scorso inverno, hanno dominato le vette degli incassi. Il progetto è sintetizzato nel titolo Ti stramo e nel sottotitolo «hovogliadiun’ultimanottedamanualeprimaditrebacisoprailcielo». Nessuna vocazione moralistica, nessuna critica «a un genere che ha ridato ossigeno alla nostra produzione», nessuno stupore per il gran successo di Moccia e dei suoi epigoni: «I fan non se la prenderanno - promette Pino Insegno, attore e doppiatore che dirige la pellicola insieme a Gianluca Sodaro -, non sono fra quelli che storcono il naso davanti a un certo tipo di film. Li ho visti tutti, il mio preferito è Notte prima degli esami, mi ci sono riconosciuto pure io. Adesso ho pensato che fosse arrivato il momento di riderci sopra. Certo, non stiamo parlando di Crash di Paul Haggis, ma di un filone che ha incontrato i gusti del grande pubblico, per questo ci si può scherzare, in America lo fanno da sempre».

Il lavoro è stato accurato, sette diverse versioni prima di arrivare alla sceneggiatura definitiva, oltre quattrocento provini per scegliere i protagonisti, guest star di fama come Raoul Bova e Corinne Clery, per non parlare delle musiche, scelte con attenzione particolare: «Sono collezionista di colonne sonore da film, abbiamo cercato fra le compilation, tra i brani c’è Sandokan rimissato dagli Almamegretta». La perla si chiama Limonare al multisala, è firmata da J-Ax di Articolo 31 e, tra una strofa e l’altra, propone uno sguardo critico sull’universo moccista: «Io vorrei darti 3 baci sopra il cielo. Ma questo film è un pacco, ci sta prendendo in giro. Ma dove sono ‘sti ragazzini che fanno flessioni sopra i giardini. Non è che chiedo di Pasolini, però non siamo tutti Pariolini». Perfetto, meglio dei fiumi di polemiche e dibattiti che hanno invaso i giornali nello scorso inverno: «Il nostro è un esperimento a metà strada tra Frankestein junior e Ultimo tango a Zagarolo di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. In fondo, con la Premiata ditta, avevamo sempre fatto questo genere di operazioni».

La storia si muove sui binari della tradizione, l’amore tra i due, gli ostacoli da superare, la prima volta a letto, la cerchia degli amici, gli adulti più bambini dei figli. A iniziare dal padre di Stram, Extramarcio, interpretato da Pino Insegno, «un personaggio tarantiniano, con grandi baffi alla Easy rider». Genitore pericolosamente identico al figlio, Extramarcio si interroga spesso su «da chi abbia preso quello strano ragazzo». Le peripezie dei protagonisti si svolgono nella capitale, ma si sviluppano in modo imprevisto, giocando sempre con le storie dei film della serie. Come la Cristiana Capotondi di Come tu mi vuoi, la Bambi di Stramo è in crisi perchè non si sente desiderata. Per diventare «topa atomica» si metterà nelle mani di un chirurgo inaffidabile come Daniele Formica che, in un contesto da film horror tipo Saw e Hostel, la trasforma in magnifica preda. I lucchetti, quelli del romano Ponte Milvio, usati per suggellare il patto d’amore tra le coppie al culmine del romanticismo, proprio come Ricccardo Scamarcio e Laura Chiatti nel cult Ho voglia di te, non potevano ovviamente mancare: «Quando a Stram rubano la moto gli resterà in mano solo il lucchetto». Inevitabili anche il dj che, con «accento milan-calabrese da villaggio vacanze», elargisce «perle di saggezza da baci perugina». E poi il migliore amico di Stram che stavolta si chiama Tacchino, il migliore amico di Bambi che è «affetto da muccinismo e parla con una leggera zeppola», il fratello di Stram, perfettamente inserito nel mondo del lavoro al punto che il padre medita di farlo internare in un centro di recupero. Ti stramo arriverà in sala a novembre, lo producono Guido e Maurizio De Angelis insieme a Mikado che lo distribuirà.

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